Elezioni 2013: spread in salita e indici in picchiata. Ecco l'incubo di Piazza Affari

Differenziale Btp/Bund in volo verso i 500 punti e Ftse Mib poco sopra i 14mila. È quanto rischia di accadere sui mercati dopo il martedì nero della Borsa di Milano

(Credits:Carlo Carino/Imagoeconomica)

Andrea Telara

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Peggio di così, probabilmente, non poteva andare. Il giorno dopo le elezioni politiche, per la borsa di Milano è stato un vero e proprio martedì nero, con l'indice Ftse Mib che ha perso il 4,89% in una sola seduta, mentre la Consob vietava le vendite allo scoperto e lo spread Btp/Bund (il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e tedeschi con scadenza a 10 anni) arrivava sino a 344 punti base (il 3,4%), dai 290 punti toccati ieri.

LO SPREAD E LA POLITICA

LA BORSA, LO SPREAD E LE URNE

Per i mercati finanziari, infatti, l'esito del voto è stato il peggiore possibile: nel prossimo Parlamento di Roma, non ci sarà una maggioranza chiara e la formazione di un nuovo governo duraturo e forte sembra al momento difficile, se non impossibile. E così, gli operatori di borsa italiani e internazionali (che amano sempre la stabilità politica di qualunque colore), hanno colto la palla al balzo per darsela a gambe, voltando subito le spalle a Piazza Affari e sorattutto ai Buoni del Tesoro emessi dal governo di Roma, i cui prezzi hanno allargato la propria forbice rispetto ai più rassicuranti Bund tedeschi.

Adesso, gli investitori non hanno di fronte a sé uno scenario roseo e rischiano di vedere lo spread ritornare nell'arco di qualche settimana a 500 punti e l'indice Ftse-Mib piombare attorno alla soglia di 14.300 punti, contro i 15.500 attuali. Questo, almeno, è quello che pensa Vincenzo Longo, analista del broker internazionale Ig, che intravede all'orizzonte un mese di passione per Piazza Affari, fino a quando non ci sarà l'insediamento delle nuove Camere e non verrà conferito l'incarico di formare il governo a qualche personalità politica.

Tuttavia, da Longo arriva anche qualche nota di ottimismo. Secondo l'esperto di Ig, lo spread dovrebbe infatti fermarsi attorno alla soglia dei 500 punti, senza pericolosi sfondamenti che riporterebbero l'Italia alla crisi di Eurolandia della primavera 2012. Nel caso in cui la situazione dovesse precipitare, infatti, arriverebbe il salvagente della Banca Centrale Europea e del suo presidente Mario Draghi, che lo scorso anno ha messo in piedi l'Omt (Outright Monetary Transactions), il piano di acquisti programmati dei titoli di stato dei paesi in difficoltà, che farebbe immediatamente arretrare lo spread.

È bene dunque evitare il panico, pur nella consapevolezza che le prossime settimane, a Piazza Affari, saranno molto difficili. Con questo scenario di fondo, per Longo c'è da aspettarsi pure altre impennate dei prezzi dei cds (credit default swap), cioè i contratti derivati che proteggono contro il rischio di un fallimento dell'Italia, le cui quotazioni (sui contratti a 5 anni) sono cresciute oggi di 45 punti base (fino a toccare i 290 punti). “Molti investitori che acquistano i nostri titoli di stato o hanno delle posizioni sul debito pubblico italiano, oggi comprano anche i cds per proteggersi”, dice Longo, che spiega così il rialzo odierno dei prezzi.

ECCO COSA SONO I CDS

Dopo il martedì nero post-elezioni, la giornata di domani a Piazza Affari sarà piena ancora di interrogativi, in un quadro di fondo ben descritto oggi da Daniele Albertazzi, esperto di politica europea e docente all'Università Birmingham. “L'unica certezza che ricaviamo dal responso delle urne è che non ci sono certezze”, ha detto in sostanza Albertazzi, mettendo in evidenza due dati che emergono dal voto italiano. Il primo è la grande capacità del leader del centrodestra, Silvio Berlusconi, di recuperare terreno nella campagna elettorale, come avvenne nel 2006. Il secondo dato è il successo del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che dimostra quanto sia diffusa la rabbia tra gli italiani verso la classe politica.

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