Edilizia, come fare per ottenere le detrazioni per le ristrutturazioni

Dal primo luglio la quota scende dal 50% al 36%, per un importo massimo di 48mila euro

(Credits: Imagoeconomica)

Giuseppe Cordasco

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Il settore delle costruzioni da sempre rappresenta quello che tecnicamente si chiama un volano per l’economia. Un settore cioè alla cui ripresa si può agganciare un rilancio dell’intera economia di un Paese. Eppure, nonostante si sia provato in tutti i modi proprio a ridare ossigeno al settore dell’edilizia, quell’atteso rilancio in Italia non c’è ancora stato. Ossigeno che era stato fornito grazie agli incentivi sulle ristrutturazioni, che però come detto, non hanno sortito per il momento gli effetti sperati. In ogni caso questi incentivi ci sono ancora e dureranno fino al primo luglio, quando non spariranno del tutto, ma semplicemente la loro entità verrà ridotta. Per chi volesse dunque ancora approfittarne ecco alcune pratiche indicazioni.

LA CRISI DELL'EDILIZIA IN ITALIA

Detrazioni al 50% ancora per qualche mese
Come accennato, fino al primo luglio, sarà possibile ottenere ancora una detrazione del 50% dell’Irpef su tutti i lavori di ristrutturazione. Da luglio poi la quota di deducibilità resterà comunque in vigore, ma scenderà al 36%. Nel dettaglio, il decreto n. 83 del 2012 che ha stabilito i nuovi vincoli per concedere gli incentivi alle ristrutturazioni, stabilisce innanzitutto che fino al 30 giugno 2013 si potranno ottenere detrazioni dell’Irpef del 50% fino a un massimo di 96mila euro di spesa. Dal primo luglio invece scatterà la già citata nuova aliquota ridotta al 36%, che sarà deducibile per un massimo di spesa fissato a 48mila euro. Tra l’altro è importante aggiungere che le detrazioni in questione sono ottenibili da persone fisiche, assoggettate al regime dell’Irpef, residenti o meno in Italia, ma che decidano comunque di attivare dei lavori di ristrutturazione sul territorio nazionale.

Agevolazioni burocratiche
Con il nuovo decreto, sopra citato, sono state introdotte anche tutta una serie di novità di carattere amministrativo, che renderanno l’ottenimento delle detrazioni più agile da un punto di vista burocratico. Ecco di seguito le innovazioni legislative più importanti:

- abolizione dell’obbligo di invio della comunicazione di inizio lavori;

- eliminazione dell’obbligo di indicare, in maniera separata,  il costo della manodopera nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori;

- riduzione dal 10% al 4% della ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di fatturare;

- obbligo di suddividere l’importo da detrarre in 10 quote annuali. Inoltre, a differenza di quanto accadeva prima, i soggetti con più di 75 anni non potranno più suddividere la detrazione in 3 o 5 quote annuali, ma dovranno adeguarsi alla disciplina generale;

- la deducibilità dall’Irpef  è stata allargata anche alla ricostruzione o alla ristrutturazione di abitazioni danneggiate da terremoti, allagamenti o altre calamità naturale, con l’unica condizione che nella zona sia stata dichiarato lo stato d’emergenza;

- infine ai venditori di immobili è stata concessa la possibilità, in caso un’abitazione venga ceduta prima che scada il periodo di godimento della detraibilità, di continuare a usufruire direttamente degli effetti economici delle detrazioni o di trasferire questo beneficio al nuovo proprietario.

IMU, GLI EFFETTI DELLA TASSA SULL'EDILIZIA

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