Contante, ecco perché il limite dei mille euro potrebbe aumentare

Allo studio in Parlamento una proposta di legge per innalzare la soglia massima a 3.000 euro

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– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Torna d’attualità il tema molto controverso riguardante l’uso del denaro contante. Negli ultimi anni si è affermata infatti la convinzione che un uso sempre più diffuso dei pagamenti elettronici, più facilmente tracciabili e riconoscibili, a discapito della moneta spicciola o cartacea, potesse funzionare da ottimo deterrente contro l’evasione fiscale. Una convinzione fatta propria qualche tempo fa dal governo Monti che decise di dare un forte impulso a questa strategia imponendo una soglia massima di pagamenti in contanti fissata in 1.000 euro. Una strategia che però in questo periodo che potremmo definire di sperimentazione, sembra non aver dato i frutti sperati. Secondo alcune indagini di mercato risulterebbe infatti che almeno 15 milioni di italiani rimangano allergici ai pagamenti elettronici e continuino ad utilizzare abitualmente denaro contante.

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Sarà forse per questo, o anche per le critiche che da ampi settori sono arrivate a un provvedimento che imponeva una soglia massima ritenuta troppo bassa, che alla Camera dei Deputati sono state approvate alcune mozioni di maggioranza che vorrebbero innalzare il limite a 3.000 euro. Una decisione che tra l’altro risulterebbe più in linea con le regole imposte in questa materia in altri Paesi dell’Unione. A questo proposito vale la pena ricordare, ad esempio, che in Germania e Belgio la soglia per l’uso del contante è fissata proprio a 3.000 euro, mentre in Spagna il limite è solo leggermente più basso, ossia 2.500 euro. Unica eccezione che in un qualche modo si avvicina al nostro modello, è quella del Portogallo, dove attualmente non si possono effettuare pagamenti in contanti per cifre superiori proprio ai mille euro.

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Dunque si tratterebbe di una scelta che, come accennato, riporterebbe il nostro Paese in linea con le norme vigenti in molte realtà europee. Detto ciò però, non si può non rilevare innanzitutto che l’Italia, a differenza di quanto accade ad esempio in Germania, soffre di un’evasione fiscale di livelli decisamente più preoccupanti, e che la lotta al contante poteva effettivamente costituire un utile baluardo, perlomeno in questa fase. In questo senso quindi, l’eventuale decisione del Parlamento, risulterebbe come un sostanziale passo indietro, che qualcuno potrebbe maliziosamente leggere anche come una sorta di resa a un fenomeno come l’evasione contro il quale invece si continua a dichiarare di volere reagire. Staremo a vedere.

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