Soldi

Contante: come funzionano i nuovi limiti per stipendi e pensioni

I pagamenti delle retribuzioni saranno ammessi solo con strumenti tracciabili, come ad esempio bonifici o assegni

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Giuseppe Cordasco

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Al via le nuove norme sui pagamenti degli stipendi, che da oggi non potranno più avvenire in contanti, ma rigorosamente con strumenti tracciabili, come ad esempio bonifici o assegni.

Un vero e proprio giro di vite deciso con la legge di stabilità del 2018, che ha previsto che queste norme debbano valere per qualsiasi tipo di somma sia trasferita da un datore di lavoro al proprio dipendente. Una precisazione non da poco, visto che per i pagamenti di tipo commerciale invece ricordiamo che esiste una soglia massima pari a tremila euro, in precedenza fissata a mille, oltre la quale il contante non è più ammesso.

Per gli stipendi invece, come già precisato, qualsiasi sarà la somma, essa dovrà essere elargita con strumenti finanziari tracciabili. Ma vediamo per chi vale la nuova disciplina e come sarà applicata.

Contratti

I contratti di lavoro che dovranno sottostare alle nuove regole circa il divieto di pagamento in contanti dei salari sono quelli di carattere dipendente (a tempo indeterminato, a tempo determinato, parziale), ma anche i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e quelli instaurati con le cooperative.

Non saranno invece soggetti alla nuova norma i rapporti di lavoro che intercorrono con la pubblica amministrazione e quelli che riguardano badanti e colf che lavorano almeno quattro ore giornaliere presso lo stesso datore di lavoro.

Come si dovrà pagare

Come già accennato, la nuova disciplina sui pagamenti degli stipendi prevede che vengano utilizzati solo strumenti finanziari tracciabili.

I datori di lavoro potranno dunque corrispondere la retribuzione con bonifico, attraverso strumenti di pagamento elettronico, con pagamenti in contanti presso sportello bancario o postale dove il committente abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento, oppure infine attraverso l’emissione di un assegno bancario o circolare.

Da notare che le norme sono decisamente severe, e prevedono che chiunque verrà scoperto a violarle sarà soggetto a una sanzione che potrà andare da mille a 5.000 euro.

Pensioni

Le nuove regole sugli stipendi si vanno ad aggiungere a quelle già operative che riguardano il pagamento delle pensioni.

Per queste ultime infatti, già dal primo aprile 2012 la legge prevede che per importi mensili superiori a mille euro, sia necessario l’accredito su di un conto corrente bancario o postale, su di un libretto postale o su una carta prepagata.

Si completa così il quadro di una normativa che mira esplicitamente a contrastare l’evasione fiscale, attraverso, come detto, una puntuale tracciabilità dei pagamenti. Tra l’altro, nel caso degli stipendi, questa motivazione, si salda con quelle legate al rispetto dei minimi salariali e al contrasto del deprecabile fenomeno del “fuoribusta”.

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