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Compro oro: come funziona con il nuovo decreto

Gli obblighi per gli operatori: iscrizione al registro, identificazione della clientela e limite del contante a 1.000 euro

Orologi Rolex – Credits: Getty

Porre fine al Far West dei "compro oro" tracciando e sottraendo dal sommerso le quasi cento tonnellate di metallo giallo trattate ogni anno da questi esercizi che da una decina di anni sono diventati l’alternativa al banco dei pegni. È questo l'obiettivo di uno schema di decreto legislativo di cui è atteso il parere delle Camere entro il 6 aprile e che mira a far luce su un giro d'affari di quasi 3 miliardi di euro.

Il decreto si inserisce nella cornice della nuova direttiva antiriciclaggio Ue. Approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri del 23 febbraio, il testo introduce il criterio della tracciabilità rafforzata per le operazioni di acquisto di oreficeria usata, con descrizioni dettagliate dei gioielli trattati, e l'obbligo di iscrizione per gli operatori in un registro nazionale.

Del resto questo mercato conta 20 mila nuove imprese, che a detta delle authority svolgono "un’attività che potrebbe essere molto utile per il riciclaggio". Ad affermarlo è stato Antonio Catricalà, presidente dell’Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi (Oam), la struttura che gestirà l’albo dei "compro oro", nel corso di un’audizione alla Commissione Finanze della Camera.

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Cosa prevedono le nuove regole

I punti salienti del decreto, criticati dall'associazione dei "compro oro" Antico, sono sostanzialmente tre: il limite di mille euro per l'uso dei contanti in queste operazioni, l'utilizzo di un conto corrente dedicato in caso di acquisto di gioielleria da soggetti privati e l'obbligo di iscrizione al registro tenuto dall'Oam, l'Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, sotto la vigilanza della Banca d'Italia, per tutti gli operatori del settore, sia che l'attività sia esercitata in modo esclusivo che in modo secondario rispetto a quella prevalente.

Dovranno presentare domanda di iscrisione sia chi intende avviare sia chi intende continuare l’attività di "compro oro" entro e non oltre sei mesi dall’entrata in vigore del nuovo testo di legge. Per iscriversi, inoltre, è necessario essere in possesso della licenza rilasciata dalla Questura. Fino a oggi era sufficiente una licenza commerciale: i "compro oro" sono iscritti alla Camera di Commercio con lo stesso codice delle gioiellerie.

Quanto alla tracciabilità delle operazioni, i "compro oro" saranno obbligati a compilare apposite schede di compravendita che dovranno contenere i dati del cliente, il prezzo e le modalità di pagamento, la descrizione della natura del prezioso usato e una sua fotografia, e il nome del destinatario a cui l’oggetto viene ceduto.

Le punizioni previste
Stando al nuove regole, tutta la documentazione prodotta dagli operatori dovrà essere archiviata nel pieno rispetto delle norme sulla Privacy e con sistemi che garantiscano la piena accessibilità da parte delle Autorità competenti. Chi non le rispetta, rischia grosso: per l’esercizio abusivo dell’attività di compro oro, cioè senza essere iscritta al registro nazionale, è prevista la reclusione da 6 mesi a 4 anni, oltre a una multa che può arrivare a 10.000 euro.

Per le mancate comunicazioni all’Oam, la sanzione è invece di 1.500 euro, per l’omessa identificazione del cliente, un’ammenda pecuniaria da 1.000 a 10.000 euro; e per l’omessa SOS, una sanzione pecuniaria che va da 5.000 a 50.000 euro.

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