Soldi

Come sfruttare l’effetto Brexit in Borsa

L'eventuale uscita di Londra dalla Ue potrebbe far calare i listini europei del 15% e indebolire la sterlina. Ecco cosa suggeriscono gli esperti

Brexit

Una sostenitrice dell’uscita dall’Unione – Credits: Niklas Halle'n/AFP/Getty Images

Se le Borse sono la cartina al tornasole dell'umore degli investitori, il rosso segnato dalle Borse mondiali ci dice una cosa: lo spettro dell'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea ha fatto aumentare il nervosismo nelle sale operative. O perlomeno sta offrendo una "buona scusa" per vendere. A dieci giorni dal referendum, Brexit oggi ha mandato ko i principali listini in Asia e in Europa, Milano compresa (-2,91% in chiusura).

Non è finita per ora: la volatilità resterà alta fino a quando i britannici esprimeranno le loro preferenze. Al 3 giugno la media dei sondaggi calcolata da Bloomberg indicava i favorevoli alla permanenza al 47% e i contrari al 44%: a spostare la bilancia da una parte o dall'altra sarà il 9% di indecisi. È quest'ultima fetta di popolazione a innervosire i mercati, appunto. Cosa fare, dunque, con i propri investimenti in vista del 23 giugno, data del referendum?

Gli investitori di lungo termine

Meglio non toccare niente, suggeriscono gli esperti, se si è un investitore di lungo termine. Chi guarda lontano, con un'ottica di 10 anni e oltre (come chi ha sottoscritto un pac o un fondo pensione integrativo), non dovrebbe dannarsi nel seguire ogni settimana i rialzi e i ribassi dei listini, ma rivedere una volta l'anno il proprio portafoglio. La prudenza consiglia, inoltre, di aumentare la quota di liquidità: parcheggiare un pò di denaro in un conto o in fondo o Etf di liquidità, da reinvestire dopo il 23 giugno, quando la rotta da seguire sarà più chiara.

Tenendo a portata di mano, magari, qualche previsione delle grandi banche globali. Lo scenario, secondo Bank of America Merrill Lynch, potrebbe essere questo: con una Brexit ("NO" al referendum) le Borse europee potrebbero calare del 15%, la sterlina indebolirsi nei confronti del dollaro di un ulteriore 10% con un allargamento di 50 punti base degli spread dei titoli obbligazionari britannici. Viceversa, le azioni europee potrebbero salire del 6%, gli spread sui titoli corporate ridursi di 20 punti base e la sterlina rafforzarsi leggermente sul dollaro.

Le mosse da trader

Cosa fare, dunque, se si vuole investire nel brevissimo termine? Gli esperti, ad esempio, suggeriscono di sfruttare la fase di ribasso, qualora vincessero i "NO", per acquistare asset più rischiosi (azioni, obbligazioni high yield) a prezzi vantaggiosi. Difficile, poi, trovare porti sicuri a buon prezzo: Brexit potrebbe spingere anche gli investitori verso Bund e i Treasuries, che sono già cari e lo diventeranno ancor di più, mentre dovrebbe deprezzare il nostro Btp (lo spread con il decennale tedesco già oggi è salito sopra i 140 punti).

Se si vuole adottare una strategia ancora più speculativa, infine, si può scommettere al rialzo o al ribasso sulla sterlina o sulle Borse europee o di Londra (Eurostoxx 50, FTSE 100) utilizzando strumenti come gli Etf "short", sapendo però di andare incontro a perdite se il trend dovesse invertire di rotta. Perdite che possono essere anche ingenti (così come i guadagni più ricchi) se si utilizzano strumenti a leva, che raddoppiano o triplicano il risultato.

Per saperne di più

© Riproduzione Riservata
tag:

Commenti