Come risparmiare se si guadagna poco. L'esempio di McDonald's

Una tabella per tenere la contabilità personale. E un secondo lavoro per arrotondare

(Credits: Stefano Scarpiello Imagoeconomic)

Claudia Astarita

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Da sempre accusata di offrire posti di lavoro troppo flessibili e tendenzialmente mal pagati, interessanti solo per i ragazzi (giovani) che hanno bisogno di cercare un'occupazione part-time per finanziare i loro studi, il re dei fast-food ha sorpreso tanti stringendo un accordo con il marchio Visa per realizzare una campagna infomativa che ha un unico obiettivo: spiegare ai propri dipendenti come risparmiare, anche in tempi di crisi e quando si percepiscono stipendi bassi.

L'opuscolo distribuito da Mc Donald's e Visa è intitolato Practical Money Skills , è pubblicato sia in inglese sia in spagnolo, e si auto-definisce uno strumento utile per "imparare a spendere e a risparmiare in maniera saggia", e per "scoprire dove finiscono i nostri soldi". Una decina di pagine per insegnare ai dipendenti l'abc del risparmio: definire gli obiettivi da raggiungere, trovare delle valide motivazioni per non smettere di perseguirli, evitare i debiti. Un esempio? Aiutare la famiglia a sostenere le spese quotidiane, o mettere da parte un po' di soldi per l'università. 

Il secondo consiglio che questo "giornalino dei miracoli" mette nero su bianco è l'utilità di tenere un diario dettagliato delle proprie spese. Perché solo in questo modo è possibile capire dove si annidano gli sprechi. E fin qui niente di nuovo, perché tutti sanno che investire in qualcosa di utile (come la retta universitaria) è positivo, e comprare meno sigarette, gelati, ricariche del telefono o smalti per unghie pure.

Quello che fa Mc Donald's è diverso. Spinta dal desiderio (o quanto meno questo è quello che si legge sul retro dell'opuscolo) di "aiutare i giovani a trovare la strada giusta per ottenere il successo finanziario perché solo si può costruire un ambiente di lavoro soddisfacente", l'azienda ricostruisce voce per voce quello che potrebbe essere il bilancio tipico di un suo qualsiasi dipendente per aiutarlo a migliorarlo. E quindi a risparmiare.

Aggiungiamo un paio di dettagli: Mc Donald's ipotizza anzitutto che i suoi impiegati abbiano due lavori. Quello al fast-food (da cui percepiscono un salario mensile netto di 1.105 dollari), e un altro da 955 dollari. Per un totale di 2.060. Immaginiamo che questo dato sia realistico, e che anche le stime di spesa relative a rate per la macchina (150 dollari), l'assicurazione sanitaria (20), il riscaldamento (50), le spese telefoniche (100), l'eventuale affitto o mutuo (600), eccetera, siano ragionevoli, all'impiegato medio rimarrebbero altri 750 dollari da spendere al mese, ovvero 25 al giorno. Una cifra più che sufficiente per aumentare la quota destinata ai risparmi. Dimostrando, quindi, che anche chi incassa appena 7,89 dollari all'ora può mettere da parte qualcosa.

Un progetto nobile? Illuminante? Dipende dai punti di vista. Molti economisti lo hanno criticato, perché non è così automatico che chi lavora da Mc Donald's per 35 ore la settimana con un salario netto di quasi otto dollari all'ora abbia il tempio e la forza di trovarsi un secondo lavoro da 955 dollari al mese, che, cifra alla mano, parrebbe essere persino più conveniente.

Se applichiamo il budget proposto da Mc Donald's solo allo stipendio Mc Donald's tutto salta. A meno che il lavoratore in questione non sia uno studente e possa permettersi di risparmiare quasi tutto. Quindi insomma, cercare di aumentare la propensione al risparmio dei dipendenti può essere utile, ma questi ultimi sarebbero certamente più contenti se tutti questi fondi venissero spesi per alzare, anche solo di qualche centesimo, il loro salario minimo.

 
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