Soldi

Come far causa alla banca, senza andare in Tribunale

Per evitare le lungaggini della giustizia, si può ricorrere agli Arbitri della Consob e di Bankitalia. Che spesso danno ragione ai risparmiatori

Banche: sit-in risparmiatori vicino a Bankitalia

Andrea Telara

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Azioni svalutate o azzerate, crollo dei titoli in borsa o bond spacciati come investimenti sicuri e poi mai rimborsati. Negli ultimi anni, sono state molte le vicende che hanno visto i risparmiatori italiani rimanere letteralmente spennati dopo il dissesto di qualche banca, dalla Popolare dell’Etruria a quella di Vicenza, passando per il Monte dei Paschi di Siena e Veneto Banca.

Per chi vuole far valere i propri diritti ed evitare i tempi biblici della giustizia italiana, esistono da tempo due organismi che risolvono le controversie finanziarie in sede extra-giudiziale, cioè ancor prima di fare una vera e propria causa in tribunale. Stiamo parlando dell'Arbitro Bancario Finanziario (Abf) che opera all’interno della Banca d’Italia e dell'Arbitro per le Controversie Finanziarie (Acf), creato lo scorso anno in seno alla Consob, l’authority che vigila sui mercati borsistici.

Tempi più brevi

Facendo ricorso a uno di questi due organismi, si ha la possibilità di risolvere la controversia in tempi relativamente brevi senza spendere tanti soldi. Per rivolgersi agli arbitri non occorre infatti avere un avvocato difensore e tutte le procedure avvengono in forma scritta, senza incontri tra le parti. Una volta ricevuto il ricorso, l'Arbitro valuta infatti entro 7 giorni se la documentazione è completa e regolare e la gira subito alla banca.

L’istituto interpellato ha 30 giorni di tempo (45 giorni quando si fa assistere da un’associazione di categoria) per presentare le proprie osservazioni e provare di aver agito sempre rispettando le regole. Una volta completata questa fase, il risparmiatore può replicare inviando ulteriori documenti entro i 15 giorni successivi.

A quel punto il fascicolo è chiuso e il collegio arbitrale è pronto per prendere una decisione in qualche settimana. Tutta la procedura dovrebbe dunque concludersi in linea di massima nell'arco di un trimestre, cioè molto più velocemente di quanto impiega di solito la giustizia ordinaria.

Competenze diverse

L’Abf e l’Acf hanno un meccanismo di funzionamento simile ma competenze diverse. L’arbitro di Bankitalia si occupa solitamente dei prodotti e dei servizi bancari, per esempio dei conti correnti, delle carte di credito o dei bancomat, dei prestiti personali o dei mutui immobiliari.

L’arbitro della Consob, invece, tratta di prodotti di investimento come le azioni e le obbligazioni, che non necessariamente vengono collocate dalle banche ma anche dalle compagnie assicurative o dalle società di gestione del risparmio.

Giudizi non vincolanti

Va ricordato però un particolare importante: sia l’Acf che l’Abf non emettono sentenze e le loro decisioni non sono vincolanti come quelle della magistratura. Chi rifiuta il pronunciamento dell'Arbitro può dunque fare ricorso al tribunale. In questo caso, però, bisogna appunto affrontare le lungaggini della giustizia ordinaria e mettere in conto la concreta possibilità di perdere la causa.

Nei collegi arbitrali dell'Abf e dell'Acf siedono infatti dei giuristi o degli esperti in materia finanziaria che hanno una conoscenza approfondita dei diritti dei risparmiatori.

Di recente l’Arbitro della Consob ha pubblicato un bilancio del suo primo anni di attività. In dodici mesi ha gestito 1.879 ricorsi con richieste di risarcimento per 100 milioni di euro, con una media di 55mila euro circa a ricorso. In più del 63% dei casi, la decisione è stata favorevole ai ricorrenti. Prima del giudice, insomma, a dare ragione ai risparmiatori ci ha pensato spesso l’Arbitro.

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