I ricchi battono la crisi: ecco come investono i loro patrimoni

Cresce la popolazione dei super milionari. L’Italia, con +4,5%, è al decimo posto con 176mila persone che posseggono oltre un milione di dollari

Un impiegato conta delle banconote da cento dollari (Noel Celis/AFP/Getty Images)

Stefania Medetti

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Per la ricchezza investibile degli individui ad alto patrimonio netto, il 2012 è stato un anno record. Le persone che, esclusa la loro abitazione, posseggono un patrimonio superiore al milione di dollari, infatti, sono sempre di più. Lo certifica l’edizione 2013 del World Wealth Report  pubblicato da Capgemini e Rbc Wealth Management che stima a +10% l’incremento della ricchezza investibile, dopo il calo dell’1,7% registrato nel 2011. E non è tutto, perchè grazie alla ripresa dei mercati azionari e immobiliari, un nuovo milione di persone entra a far parte della popolazione globale degli "HNWI", high net wealth individuals, ovvero individui ad alto patrimonio netto, che adesso conta 12 milioni di persone, pari a +9,2% sull’anno precedente. 

L’area con la maggiore presenza di super ricchi continua a essere il Nord America, con 3,73 milioni di HNWI, seguiti da 3,68 milioni nella regione Asia-Pacifico. I nord americani hanno a disposizione una ricchezza complessiva di 12.700 miliardi di dollari, rispetto ai 12.000 miliardi di dollari dell’Asia-Pacifico che, però, vanta il primato del tasso di crescita più rapido, pari al 12,2% contro l’11% medio e l’11,7% del Nord America. La popolazione di paperoni in Europa è cresciuta del 7,5%, quella dell’Asia Pacifico è cresciuta del 9,4% e quella del Nord America dell’11,5%. Il Nord America, inoltre, continua a ospitare il più alto numero di ultra ricchi: 43mila persone (l’1,2% del totale) dispongono di un patrimonio di almeno 30 milioni di dollari, una fetta di popolazione toccata fortemente dall’andamento negativo dell’economia negli ultimi anni. Decimo posto in classifica per l’Italia che vede crescere del 4,5% il numero di super ricchi che contano adesso 176mila persone, il cui patrimonio complessivo si attesta su 336 miliardi di dollari. Unica regione in controtendenza è l’America Latina che sconta il rallentamento del Pil e dei mercati azionari. 

Per quanto riguarda i trend degli investimenti, i super ricchi stanno attenti: un terzo dei membri del club dei paperoni, infatti, si dice orientato al risparmio, rispetto al 26% concentrato sull’incremento della propria ricchezza. A livello globale, in media, il 28,2% della ricchezza è mantenuto fra contanti e depositi, il 10,1% in investimenti alternativi, il 15,7% sono investimenti a reddito fisso (in Italia è il 22,1%), il 20% è destinato a immobili (in Italia, la percentuale sale al 29%) e il 26,1% in azioni. Entro il 2015, la ricchezza globale potrebbe raggiungere 55,8 triliardi di dollari. La ripresa economica in corso, infatti, delinea un contesto di riduzione del rischio e migliora la fiducia degli investitori. Capgemini e Rbc Wealth Management, dunque, stimano che la ricchezza dovrebbe crescere del 6,5% annuo nei prossimi tre anni (dal 2008 a oggi è cresciuta del 2,6%). La regione Asia Pacifico, per cui è prevista una crescita annua del 9,8% annua, ossia un ritmo parti a una volta e mezza la media mondiale, potrebbe fare da traino agli altri mercati. 

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