Soldi

Cashback: cos'è e come funziona

E' un meccanismo che illude di risparmiare pur spendendo e che potrebbe entrare nella Legge di Bilancio 2020

Denaro contanti

Barbara Massaro

-

L'idea è di derivazione anglosassone. Il cashback, infatti, nel nostro Paese è ancora poco diffuso e c'è parecchia diffidenza sul suo utilizzo e sulla sua efficacia. 

Cos'è il cashback

Il sistema funziona così: per ogni acquisto effettuato tramite bancomat o carta di credito (e quindi tracciabile) si ha diritto a una percentuale di rimborso sulla spesa fatta.

Si tratta di una strategia di marketing che nasce dall'online e che ha come claim quello del "guadagnare spendendo". Una specie di "sconto" post vendita che si presenta in forma di rimborso. Esistono piattaforme online ed applicazioni di cashback dove chi lo desidera, previa registrazione, può effettuare il proprio acquisto nei negozi e rivenditori convenzionati.

Il rivenditore, poi, paga una commissione alla piattaforma che diventa intermediaria tra l'utente e il rivenditore e quindi guadagna sull'introito del commerciante.

Cashback per combattere l'evasione fiscale?

Nelle ultime ore il cashback è tornato a essere protagonista perché è una formula che fa parte delle misure che il governo sta studiando per contrastare l'evasione fiscale e potrebbe essere introdotto all'interno della prossima Legge di Bilancio come strumento di rimborso dell'Iva pagata.

Tramite cashback l'utente che effettua un pagamento con carta di credito o debito verrebbe rimborsato il mese successivo dell'Iva versata.

Colui che compra un tal prodotto pagando in contanti o con carta sborsa la stessa identica cifra, ma grazie al meccanismo di cashback, chi ha acquistato con pagamenti tracciabili ha diritto a un rimborso pari alla percentuale Iva del prodotto. 

Il tutto con lo scopo di combattere l'evasione fiscale e disincentivare l'utilizzo del denaro contante che favorisce il nero e con questo l'elusione delle tasse. 

Costo dei POS e commissioni bancarie

Il tema è che, se le cose continuano a stare così, coloro che pagheranno il costo maggiore della battaglia al contante del governo Conte bis saranno gli esercenti costretti a pagare commissioni bancarie e costi dei POS.

Il Governo in questo senso starebbe valutando anche l'ipotesi di eliminare i costi delle transazioni digitali sotto i 5 euro e di ridurre i costi per quelle sotto i 25 euro per garantire bassi costi a quei settori a "bassa marginalità" come, ad esempio, benzinai o edicolanti per i quali l'obbligo del Pos rappresenterebbe un grave danno economico.

In generale, infatti, il POS ha 3 voci di spesa fisse: quella relativa all'installazione, quella inerente al canone mensile che l'esercente è tenuto a pagare alla banca e quella percentuale su ogni singola transazione. Si tratta di un dazio che il commerciante paga all'istituto di credito, una sorta di tassa occulta sul proprio guadagno che pesa in maniera proporzionale all'entità della transazione: tanto è più bassa tanto è più gravosa per il commerciante.

Il cashback proposto dall'attuale esecutivo riguarderebbe sia commercianti sia famiglie e verrebbe introdotto a scaglioni a partire dai settori dove l'evasione fiscale è maggiore.

Sotto forma di rimborso Iva e di sgravio sui costi dei POS il cashback entrerebbe a gamba tesa nel sistema economico italiano con l'idea di diminuire il sommerso e incentivare l'utilizzo dei pagamenti digitali.

Il timore è quello della levata di scudi da parte degli istituti di credito che sui costi dei POS ci mangiano parecchio e che potrebbero vedersi sottrarre una bella fetta di guadagni

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Italia prima in Europa per evasione fiscale

Uno studio di The Tax Research LLP conferma il nostro (triste) primato da 190 miliardi di euro l'anno

Evasione fiscale: ecco quanto si punta a recuperare nei prossimi tre anni

Nella convenzione inviata alle Camere, il governo chiede all’Agenzia delle entrate di generare un gettito di circa 30 miliardi di euro

Tutti i numeri dell'evasione fiscale in Italia

Ogni anno gli italiani nascondono al Fisco 88 miliardi di euro: è il gap tra le imposte che dovrebbero essere versate e quelle pagate

Renato Soru condannato a tre anni per evasione fiscale

Panama Papers, tutto sullo scandalo mondiale dell'evasione fiscale

Soldi dirottati all'estero da leader di stato, personaggi dello sport e vip. L'inchiesta giornalistica che ha rivelato milioni di documenti segreti

Commenti