Carte di credito: scendono le commissioni, ma salgono i canoni

L’idea della Commissione europea per incentivare i pagamenti elettronici potrebbe risultare un buco nell’acqua

(Credits: Imagoeconomica)

Giuseppe Cordasco

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Sta creando non poche discussioni e polemiche la proposta, lanciata a livello europeo, di mettere dei limiti alle commissioni sulle transazioni con carte di debito e di credito. L’idea, portata avanti dal Commissario al mercato unico Michel Barnier e dal suo collega alla concorrenza Joaquín Almunia, prevede in particolare l’adozione di tetti per i cosiddetti interchange fee, ossia le commissioni che le banche si pagano tra di loro quando avviene una transazione con carte di credito. Nel caso specifico il riferimento e a quelle spese che ad esempio le banche dei commercianti pagano alle banche dei consumatori, quando questi ultimi hanno fatto un acquisto con carta.

Ebbene, attualmente si toccano picchi anche dell’1,5% del valore della transazione, con una media che a livello comunitario è pari a 0,9%. La proposta molto drastica che arriva da Bruxelles è invece di mettere un limite pari allo 0,2% per le transazioni con carte di debito e dello 0,3% con quelle con carte di credito. Un sistema che tra l’altro dovrebbe incentivare tutti i commercianti a dotarsi in futuro di Pos per pagamenti con carte. Anzi, nella proposta complessiva messa in piedi da Barnier e Almunia, ci sarebbe in futuro un obbligo di legge per consentire a qualsiasi cliente di fare acquisti con qualsiasi tipo di carta di credito.

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Tutto bene dunque? Neanche per sogno, perché proprio le associazioni legate al mondo dei consumatori hanno subito lanciato l’allarme su possibili ripercussioni economiche proprio per i cittadini. “Siamo da sempre a favore dell’uso della moneta elettronica, ma assolutamente contrari ad un eventuale aumento dei costi delle carte di credito a danno dei cittadini”, ha chiarito Sergio Veroli, vicepresidente della Federconsumatori.

Il riferimento è a quello che ha dichiarato, subito dopo il lancio della proposta di taglio delle commissioni, il presidente di Mastercard Europe, Javier Perez. Anch’egli infatti, pur condividendo gli obiettivi della Commissione, ha fatto però notare che la norma che limita i costi interbancari e quella che obbliga i commercianti ad accettare tutte le carte di credito, potrebbero paradossalmente trasformarsi in un boomerang per i consumatori, con aumenti delle spese di gestione delle carte stesse. Le banche infatti potrebbero decidere di rifarsi per le perdite incassate sul fronte delle commissioni, aumentando i costi dei canoni delle carte di credito.

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E fonti vicine al mondo delle banche già parlano di rischi di rialzi dei canoni valutabili tra i 6 e i 10 euro, un fenomeno questo che evidentemente invece che incentivare l’uso della moneta di plastica, potrebbe spingere i consumatori ad un ritorno al contante. “Il nostro messaggio – aggiunge allora Veroli della Federconsumatori -  è che la Commissione legiferi sempre tenendo in considerazione questo focus:  ogni nuova normativa deve semplificare ed alleggerire il modus operandi dei consumatori finali. In questo particolare caso, continuando a garantire lo sviluppo della moneta elettronica in maniera incentivante e non penalizzante”.

E proprio alla luce di questo scenario articolato, c’è da immaginare che il cammino di approvazione della direttiva in questione non sarà propriamente agile e semplice. Anche perché prima di diventare effettivo il provvedimento dovrà ricevere il via libera sia del Consiglio europeo che del Parlamento di Strasburgo.

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