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Canone RAI: perché non si paga su smartphone, tablet e PC

Secondo la legge, sono considerati "televisivi" solo gli apparecchi che dispongono (all’interno o all’esterno) di un sintonizzatore DVB-T

Oggi, 16 maggio 2016, è l’ultimo giorno per presentare la richiesta di esenzione dal canone RAI in bolletta per l'anno 2016. Secondo la nuova legge, come noto, avere un contratto di fornitura di energia elettrica fa presumere in automatico la detenzione di un apparecchio ricevente. 

Sulla circolare apparsa sul sito dell’Agenzia delle Entrate si legge che "il canone di abbonamento alla televisione è dovuto da chiunque abbia un apparecchio televisivo e si paga una sola volta all’anno e una sola volta a famiglia, a condizione che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione".

Ma cosa si intende esattamente per apparecchio televisivo? Come si deve comportare, ad esempio, chi non ha un televisore ma possiede invece uno smartphone, un tablet o un PC e – tramite questi – è in grado di visualizzare programmi televisivi via Internet?

La discriminante è il sintonizzatore DVB-T
La questione è stata recentemente affrontata dal Ministero dello Sviluppo Economico che, in una nota, ha specificato che sono assoggettati al canone RAI solo quegli "apparecchi in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente o tramite decoder o sintonizzatore esterno".

Secondo la precisazione fornita dal Governo, dunque, i possessori di smartphone e tablet non sarebbero tenuti a pagare  versare il canone in bolletta. Il vero vincolo tecnologico sta infatti nel ricevitore DVB-T: poco importa, se attraverso un’applicazione mobile o qualsiasi altro servizio Web, il proprietario dei suddetti dispositivi sia comunque in grado di vedere programmi televisivi; per la legge, l’unica discriminante è rappresentata dalla presenza (o meno) di un sistema di sintonizzazione per ricevere il segnale digitale terrestre o satellitare.

PC e vecchie TV: ecco chi paga (e chi no)
Allo stesso modo, quindi, anche i PC sono esentabili dal pagamento del canone, sempre che non vi siano elementi esterni in grado di fungere da ponte: chi ha un computer desktop collegato a un monitor con funzionalità DVB-T – ad esempio – è considerato alla stessa stregua di un qualsiasi possessore di Tv e, quindi, è tenuto a versare i 100 euro annui previsti dalla Rai.

Più complicata la situazione per chi invece possiede un vecchio televisore (dotato cioè di semplice sintonizzatore analogico): in questo caso l’utente è tenuto a pagare il canone solo se l’apparecchio è collegato a un decoder per il digitale terrestre. In tutti gli altri casi, invece, si può presentare il modulo di esenzione: una Tv sprovvista di tuner DVB-T è infatti considerata al pari di uno smartphone o di un tablet, anche se è collegata ad apparecchi esterni (Xbox, Google Chromecast, Sky Online Tv Box) che permettono di vedere la Tv digitale via streaming.

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