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Canone concordato, perché conviene a tutti

Secondo una ricerca risulta essere ormai la formula di locazione più utilizzata da inquilini e proprietari

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Giuseppe Cordasco

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Canone concordato, ovvero il modo di affittare casa più conveniente e attualmente più utilizzato dagli italiani. È questo in sintesi il contenuto di un’analisi realizzata da Solo Affitti, agenzia specializzata proprio nelle locazioni, che ha evidenziato, dati alla mano, come proprio il canone concordato stia diventando ormai, come accennato, una delle formule più utilizzate quando si tratta di affittare casa nel nostro Paese.

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I vantaggi fiscali
Per capire le ragioni di questo successo è bene innanzitutto ricordare quali siano i vantaggi fiscali che si ottengono nell’utilizzare questa formula di locazione. Con essa infatti, il proprietario può sfruttare il regime della cedolare secca, che prevede una tassazione del 10% sul reddito da locazione, che è meno della metà del 21% previsto invece per gli affitti di mercato. Per l’inquilino il beneficio maggiore è rappresentato invece dal canone calmierato, che viene stabilito nella varie zone attraverso specifici accordi tra Comuni, e associazioni di proprietari e inquilini. Senza contare che, sul fronte degli affittuari, è sempre possibile sfruttare le detrazioni Irpef previste nel caso si tratti di abitazione principale in cui si è fissata la propria residenza.

Perché il canone concordato si è diffuso
La chiave di volta che spiega la diffusione che il canone concordato sta avendo a livello nazionale è la decisione del governo, adottata quest’anno, di allargare il suo utilizzo a tutti i Comuni. In precedenza infatti, l’uso di questo regime di locazione agevolato, che prevede contratti di tre anni prorogabili tacitamente di altri due, era stato circoscritto solo ai comuni delle 11 aree metropolitane, a quelli capoluogo di provincia e ancora in quelli dichiarati ad alta densità abitativa. Invece, non appena il canone concordato è stato sostanzialmente liberalizzato, in tanti hanno deciso di utilizzarlo, con numeri davvero sorprendenti.

I numeri di un successo
I risultati che emergono dalla ricerca di Solo Affitti testimoniano più di tante parole quale sia attualmente il gradimento di proprietari e inquilini per la formula del canone concordato. Basti pensare ad esempio che essa è utilizzata per il 99% dei contratti di affitto a Verona, seguita da Grosseto (96%) e Forlì (93%). Ma è largamente diffusa anche ad Asti e Arezzo, con una percentuale del 90% ciascuna, e Latina (89%). A seguire nella classifica si trovano poi  Latina, Livorno e Perugia, tutte con una percentuale dell'88%, e ancora Bolzano (88%), Frosinone (85%) e Gorizia (80%). Il canone concordato sembra invece riscuotere ancora poco gradimento in alcune zone del Sud e in grandi città come Napoli e Milano. Un fenomeno questo che, secondo Solo Affitti, si spiegherebbe con il fatto che il valore degli affitti “calmierati” si discosterebbe un po’ troppo da quelli di mercato. Un problema che probabilmente potrà risolversi presto con un confronto più costruttivo tra Comuni, proprietari e inquilini.

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