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Buoni Fruttiferi Postali, come fare un piano di risparmio

In alternativa alla miriade di offerte banche, alla Poste si può attuare un investimento a rate. Rende poco ma è senza spese

Buoni-Postali

Andrea Telara

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Rendimenti bassi ma nessuna spesa. E' il binomio che caratterizza i piani di risparmio attuabili con  i Buoni Fruttiferi Postali (Bfp). Si tratta, per chi non li conoscesse ancora, di strumenti finanziari che hanno più o meno lo stesso grado di rischio dei Buoni del Tesoro, essendo garantiti dallo Stato italiano, emessi dalla Cassa depositi e Prestiti e  venduti negli sportelli delle Poste, che tuttavia svolgono soltanto il ruolo di collocatore.

Il principale pregio dei Buoni Fruttiferi è di essere completamente a costo zero. Chi li acquista non paga infatti né commissioni di sottoscrizione né di gestione, a differenza di quanto avviene per quasi tutti i prodotti finanziari venduti in Italia, su cui le banche o le compagnie assicurative applicano quasi sempre un bel po' di voci di spesa e balzelli vari. Inoltre, I Bfp godono anche di un trattamento di favore da parte del fisco, poiché il loro rendimenti sono tassati al 12,5%, proprio come quelli dei titoli di stato, contro il prelievo del 26% che colpisce invece gli interessi dei conti bancari e gran parte dei prodotti finanziari venduti in Italia dai fondi d'investimento alle azioni sino ai bond.


Una delle novità degli ultimi anni nell'offerta dei Bfp è la possibilità di sottoscriverli anche a poco a poco, con un piano di risparmio rateale, versando piccole cifre nell'ordine di appena 50 o 100 euro al mese. Questa opportunità è offerta però soltanto con due tipologie di Buoni: quelli ordinari e quelli dedicati ai minorenni che sono indicati per chi vuole mettere da parte un gruzzoletto per  un figlio o un nipote, prima che compia i 18 anni.


Rendimenti ridotti

Chi sottoscrive un piani di risparmio con i Buoni Postali deve però accontentarsi di rendimenti assai risicati, a causa del calo dei tassi d'interesse in Europa che ha azzerato anche le cedole dei titoli di stato. I Bfp ordinari, per esempio, danno attualmente un interesse di appena lo 0,05% lordo il primo anno, che cresce progressivamente ogni 12 mesi, per arrivare al 2,5% lordo (2,2% netto) dal ventesimo anno in poi. Un po' più redditizi (almeno inizialmente) sono i Buoni fruttiferi per i minori  che partono dallo 0,25% il primo anno, per arrivare all'1,5% al compimento della maggiore età.


Si tratta davvero di pochi decimali di punto ma non va dimenticato un particolare importante: oggi anche i titoli di stato rendono poco e niente. Per avere un interesse sopra il 2% lordo, per esempio, bisogna acquistare i Btp con scadenza a 10 anni che però sono ben più rischiosi dei Buoni Postali. Mentre il capitale investito nei Bfp può essere rimborsato in qualsiasi momento al suo valore nominale (più i rendimenti eventualmente maturati), il prezzo dei titoli di stato può invece oscillare sul mercato  e ridursi in caso di turbolenze sui listini, esponendo l'investitore al rischio di perdite.

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