Soldi

Buoni Fruttiferi e Btp, investire risparmiando sulle tasse

I titoli di stato e i prodotti postali mantengono da anni la vecchia imposta ridotta del 12,5%, mentre il governo colpisce le polizze e i fondi pensione

Andrea Telara

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Sono aumentate le tasse sui depositi bancari, sulle obbligazioni, sulle plusvalenze azionarie e adesso tocca anche alle polizze vita e ai fondi pensione. Da quando è entrato in carica, il governo Renzi ha messo a più riprese le mani in tasca ai risparmiatori italiani, salvando soltanto quelli che investono in due categorie di strumenti finanziari: i titoli di stato e i Buoni Fruttiferi Postali. Per loro, la tassazione sui rendimenti resta ferma al 12,5% mentre per tutti gli altri prodotti d'investimento il salasso è ormai cosa certa.


Leggi qui: la stangata sui fondi pensione


Dal luglio scorso, per chi non lo sapesse ancora, il prelievo fiscale applicato sulle rendite finanziarie è salito infatti dal 20 al 26%. E così, chi ha sottoscritto un conto di deposito o ha nel portafoglio dei bond, dei fondi d'investimento e delle azioni, paga 6 punti di tasse in più rispetto al 2013. Dal prossimo anno, crescerà invece di quasi 9 punti, cioè dall'11,5 al 20%, anche l'aliquota che grava sui rendimenti messi a segno dai fondi della previdenza complementare, cioè i prodotti finanziari che hanno il compito di costruire una pensione di scorta per milioni di lavoratori. Infine, come se non bastasse, la prossima Legge di Stabilità contiene una polpetta avvelenata anche per i sottoscrittori delle polizze vita. Le somme investite in questi prodotti e lasciate in eredità dagli assicurati dopo la morte, subiranno un prelievo del 26% sui rendimenti maturati, mentre prima erano esentasse.


Leggi qui: rendite finanziarie, il prelievo al 26%


Chi vuole pagare poche imposte sui risparmi, insomma, deve indirizzarsi sui titoli di stato e sui Buoni Fruttiferi Postali (Bfp). Facendo questa scelta, però, bisogna  accontentarsi purtroppo di guadagni ridotti al lumicino, visto che il calo degli spread e dei tassi d'interesse in Europa ha trascinato con sé anche i rendimenti dei Buoni del Tesoro e dei Bfp. I titoli di stato di breve scadenza come i Bot a 6 mesi, per esempio, nell'ultima asta sono stati piazzati con un interesse dello 0,23% lordo (0,2% netto), che viene però rosicchiato completamente da un altro balzello fiscale. Si tratta dell'imposta di bollo sui prodotti finanziari, cioè la mini-patrimoniale introdotta nel 2012 dal governo Monti, che è pari proprio allo 0,2% del capitale investito.


Leggi qui: Buoni Postali, quando rendevano molto


Chi vuole ottenere una manciata di punti in più investendo titoli di stato deve necessariamente indirizzarsi sui Buoni del Tesoro di scadenza più lunga come i Btp a 5 o 10 anni, che garantiscono oggi un interesse tra lo 0,8 e il 2% al netto delle tasse. Va ricordato, però, che i titoli con vita residua medio-lunga sono anche quelli un po' più rischiosi, poiché possono subire delle oscillazioni notevoli nei prezzi, in caso di turbolenze sui mercati. Non si espone a questo rischio, invece, chi investe nell'altra categoria di prodotti finanziari graziati dal fisco: i buoni fruttiferi postali, che in genere possono essere rimborsati al loro valore nominale in qualsiasi momento, senza la possibilità di perdere neppure un centesimo sul capitale. Chi punta sui Bfp, dunque, acquista dei prodotti finanziari sicuri, emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo stato. Inoltre, non va dimenticato neppure che i buoni postali hanno il pregio di non essere soggetti ad alcuna commissione (né di gestione né di intermediazione) e di essere esenti anche dall'imposta di bollo dello 0,2%, quando la somma investita non supera la soglia di 5mila euro.


Leggi qui: Btp e Bfp, chi rende di più


Anche chi sottoscrive i Bfp, però, deve purtroppo accontentarsi di interessi assai magri. Sono infatti lontani i tempi in cui questi prodotti rendevano fino al 7% lordo annuo. I buoni fruttiferi ordinari, per esempio, garantisco attualmente un interesse dello 0,25% lordo (0,22% netto) nei primi 12 mesi, per poi salire fino al 3,5% lordo annuo quando si tiene il capitale investito per un periodo molto lungo, cioè per 20 anni. Più o meno gli stessi rendimenti, con qualche decimale di differenza, vengono offerti anche dalle altre categorie di Buoni Postali oggi molto gettonati tra i risparmiatori, come quelli per i minorenni o i nuovi Bfp 3x4, che partono da una soglia minima di rendimento un po' più alta (l'1,5% lordo e 1,3% netto) per superare i 3 punti percentuali dal decimo anno in poi.



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