Da oggi Booking.com non avrà sempre le offerte più vantaggiose

Approvato un emendamento che permette a hotel e alberghi di proporre stanze a prezzi anche più bassi di quelli presentati dal sito intermediario

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– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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D’ora in poi alberghi e hotel saranno autorizzati per legge a proporre ai clienti prezzi anche inferiori a quelli pubblicizzati per le stesse stanze su siti intermediari come il celebre Booking.com. È questo in sostanza il succo di un emendamento, non a caso ribattezzato proprio “emendamento booking”, approvato nelle ultime ore in Parlamento. All’interno del pacchetto di misure riguardanti la concorrenza, la Camera di Montecitorio ha deciso infatti di chiarire una diatriba apertasi da tempo tra Federalberghi, associazione di categoria, e appunto il sito Booking.com.

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Secondo infatti accordi di carattere commerciale ritenuti finora validi, l’attività di pubblicizzazione di offerte di stanze effettuata dal sito in questione e da tanti altri spazi web analoghi, era sottoposta alla clausola secondo cui le strutture alberghiere in questione non potessero comunque offrire in nessun modo prezzi più bassi da quelli indicati appunto online. Una sorta di limitazione della concorrenza che aveva certamente una sua precisa logica commerciale, e che però negli ultimi tempi era stata sempre più ritenuta come un cappio al collo da parte degli albergatori, soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale. In soccorso del settore alberghiero è venuto dunque il citato emendamento presentato dal deputato Pd Tiziano Arlotti e approvato quasi all’unanimità dall’Aula della Camera. Segno evidente di come il problema fosse sentito e di come la lobby legata al mondo degli hotel sia riuscita a far valere le proprie ragioni.

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D’ora in poi dunque ogni volta che, consultando Booking.com o altri siti dello stesso genere, si troverà un’offerta online per un albergo e si deciderà di prenotare, non bisognerà sorprendersi se poi arrivati all’hotel in questione, qualcun altro, in loco, potrà sfruttare magari prezzi ancora più vantaggiosi per stanze analoghe. Una circostanza che prima, proprio grazie al meccanismo e alle clausole messe in piedi da Booking.com e da altri siti, non poteva verificarsi. Il tempo dirà se optare per una scelta del genere sarà un bene per il settore alberghiero o se, nel lungo periodo, non si trasformerà in un boomerang che limiterà le tante prenotazioni online che finora venivano effettuate proprio in base ad una questione di convenienza economica del viaggiatore. 

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