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Bond e azioni Mps, come fare per convertirli

E' paritita oggi e scade il 20 novembre l’offerta per trasformare le vecchie obbligazioni subordinate Mps in titoli ordinari. Perché conviene aderire

La data da tenere a mente non è proprio ravvicinata ma neppure tanto lontana: 20 novembre 2017. E’ in quel giorno, alle ore 17:30, che scadrà l’offerta per convertire i vecchi e rischiosi bond subordinati del Monte dei Paschi di Siena (Mps) in nuove obbligazioni ordinarie iper sicure, che garantiscono il pieno rimborso (nel maggio del 2018) del capitale investito. 

Le associazioni dei consumatori consigliano in linea di massima di aderire all’offerta, per non subire lo stesso trattamento penalizzante che è stato riservato invece ai titolari delle altre obbligazioni subordinate. Con questa nuova conversione, infatti, viene data la possibilità ai risparmiatori di recuperare quasi tutto il capitale investito. 

La scalata ad Antonveneta 

Tecnicamente si tratta di una operazione complessa poiche’ i vecchi bond subordinati del Monte dei Paschi gia’ non esistono piu’ e sono stati tutti convertiti in azioni.

Per capire bene come conviene comportarsi occorre fare un breve riassunto di quel che e’ avvenuto sinora.

Per salvarsi, la banca toscana ha convertito in azioni tutte le proprie obbligazioni subordinate, cioè ha trasformato in capitale una quota rilevante del proprio debito.

Tra le obbligazioni convertite,  però, ce n’erano alcune molto "delicate": quelle collocate nel 2008 per finanziare la sciagurata acquisizione di Banca Antonveneta

Si tratta di titoli finiti in gran parte nelle tasche di migliaia di piccoli risparmiatori privati, che negli sportelli di Mps si sono visti rifilare dei rischiosi bond subordinati, sotto le mentite spoglie di obbligazioni sicure. 

Questi bond, come tutti gli altri subordinati di Mps, sono appunto già stati trasformati in azioni nei giorni scorsi. Per  i piccoli risparmiatori  che li hanno acquistati a suo tempo, però, è prevista una tutela particolare: entro il 20 novembre i titoli potranno essere riconvertiti da azioni in obbligazioni ordinarie, cioè in bond sicuri che verranno regolarmente rimborsati nel maggio 2018. 

Solo i piccoli risparmiatori

E’ bene sottolineare che tale facoltà è riservata esclusivamente agli investitori privati (e non agli istituzionali) che hanno in mano i titoli contrassegnati dal codice isin  IT0004352586. Questi risparmiatori riceveranno un risarcimento sotto forma di bond ordinari per un corrispettivo pari al prezzo medio pagato per le vecchie obbligazioni, indipendentemente dalle quotazioni dei titoli di allora. 

Esempio: chi ha  sborsato 8mila euro per pagare le obbligazioni ordinarie quando erano quotate a un prezzo di 80 su un valore nominale di 100, riceverà indietro gli 8mila euro versati inizialmente, meno qualche piccolo balzello per spese e commissioni. Stessa cosa per chi invece ha versato per esempio 10mila euro per pagare i bond quando erano quotati alla pari, cioè a 100

Con questo sistema, si vuole evitare di premiare i comportamenti speculativi di chi ha approfittato del crollo dei prezzi per acquistare i bond quando Mps era già nei guai. Va ricordato anche che la trasformazione in obbligazioni ordinarie è possibile soltanto se i titoli subordinati sono stati comprati prima del 31 dicembre 2015

Per effettuare la conversione basta rivolgersi alla propria banca o al proprio intermediario di fiducia, trattandosi di un’offerta pubblica di scambio (ops). Chi rinuncia a questa possibilità rimane con le azioni Mps nel portafoglio che oggi valgono però la metà rispetto al capitale impiegato inizialmente nei bond subordinati. Di conseguenza, chi rinuncia alla conversione e spera di recuperare con le azioni la somma investita inizialmente, deve augurarsi che vi sia  un maxi-rialzo dei titoli in borsa di quasi il 100%. Al momento, sembra un po’ difficile che il desiderio si avveri.

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