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Bollette, la battaglia delle scadenze

Nello scontro tra utenti e operatori, dopo l'Agcom, ora anche il governo pensa di scendere in campo fissando una data unica mensile per i pagamenti

Si fa incandescente lo scontro tra utenti e operatori di telefonia e pay tv, che hanno deciso di modificare progressivamente la scadenza delle proprie bollette, portandola a una volta ogni 28 giorni. Una scelta che è stata contestata con forza soprattutto dalle associazioni dei consumatori, secondo le quali questo nuovo modello di fatturazione porterà a un rincaro per gli utenti stimato intorno all’8,6%.

A risolvere la diatriba, per il momento, non è servito l’intervento dell’Agcom, l’Autorità per le comunicazioni guidata dal presidente Angelo Marcello Cardani, e dunque ora il governo sta seriamente pensando di intervenire con un atto normativo, che potrebbe fissare una scadenza unica per tutte le bollette. Ma vediamo nel dettaglio quali sono stati finora i passaggi di una vicenda che rischia di farsi sempre più intricata.

La decisione, non risolutiva, dell’Agcom

Come accennato, della questione riguardante le nuove scadenze delle bollette, era stata investita l’Agcom. E in effetti l’organo di tutela del mercato delle telecomunicazioni, con una propria delibera, aveva stabilito che solo i contratti di telefonia mobile potevano ricorrere alla scadenza a quattro settimane (ossia 28 giorni), per la linea fissa invece il tempo minimo di fatturazione coincideva con il mese.

Agli operatori del settore però la nuova regola non è piaciuta ed è quindi scattato il ricorso al Tar. Tribunale che a giugno ha accolto le richieste di sospensiva, fissando al prossimo 7 febbraio la data per il giudizio. Nel frattempo poi a scaldare ulteriormente gli animi, ci ha pensato Sky, azienda del settore pay tv, che ha deciso, anch’essa in maniera unilaterale, di utilizzare lo stesso modello di fatturazione a 28 giorni.

Consumatori sul piede di guerra

Una situazione che ovviamente ha messo in forte agitazione le associazioni dei consumatori. Al punto che una di esse, il Codacons, si dice pronta addirittura a una denuncia penale. Non solo, ma chiede con forza anche che i gestori telefonici e delle pay-tv che non rispettano le regole, vengano puniti con una maxi-sanzione pecuniaria.

E sulla stessa lunghezza d’onda la presa di posizione dell’Unione nazionale consumatori che ha presentato un esposto all'Agcom, contro la decisione di Sky di fatturare, a partire dal primo ottobre, ogni 28 giorni invece che una volta al mese.

L’intervento del governo

Come accennato, in questo clima di scontro al calor bianco, si inserisce l’annuncio del governo, fatto per bocca del ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro, di voler intervenire direttamente nella vicenda con un provvedimento che possa risultare risolutivo della diatriba.

Allo studio, secondo quanto preannunciato dalla rappresentante dell’esecutivo, ci sarebbe l’idea di fissare una scadenza unica per il pagamento delle bollette, valida per tutti, su base mensile, in modo da agevolare i consumatori e mettere fine al caos. Staremo a vedere.

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