Bolletta elettrica, arriva un mini-sconto

Dalle misure sull’energia decise dal governo con il Decreto del fare, qualche decina di euro di benefici a famiglia

(Credits: Imagoeconomica)

Giuseppe Cordasco

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Una piccola buona notizia, ma che di certo non scatena entusiasmo. Si può riassumere così l’atteggiamento con cui, soprattutto le associazioni dei consumatori, hanno accolto le norme del “decreto del fare” che andranno ad incidere sulle bollette della luce di milioni di famiglie. Un pacchetto di misure, volute dal ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, che portano in dote circa 600 milioni di euro, e che permetteranno però riduzioni in bolletta forse appena di qualche decina di euro. Stime precise ufficialmente infatti nessuno ne azzarda ancora, perché in realtà sarà l’Autorità dell’energia, di concerto con il governo, a decidere le nuove tariffe, e avrà 60 giorni di tempo per farlo dall’entrata in vigore delle nuove norme.

Come detto però la soddisfazione è fin d’ora contenuta, sia perché l’entità delle risorse messe a disposizione non è eccessiva, e sia perché gli effetti in ogni caso saranno limitati. Una limitatezza che tra l’altro stride con le conseguenze ben più gravi che si avrebbero dall’aumento dell’Iva, un pericolo ancora non scongiurato e che anzi si fa di ora in ora sempre più minaccioso. Ma intanto, ci si può, e ci si deve accontentare di bollette elettriche più leggere, che saranno il combinato disposto di più misure messe a punto dai tecnici del ministero dello Sviluppo.

ANCHE PER IL GAS BOLLETTE IN CALO

Innanzitutto, una metà dei risparmi in bolletta per le famiglie dovrebbero arrivare dall’alleggerimento di una componente fiscale, che sarà scaricata sulla cosiddetta Robin Tax pagata da alcune imprese. Finora infatti, la tassa in questione riguardava tutte le aziende energetiche che avevano ricavi annui superiori ai 10 milioni di euro e un imponibile superiore al milione. D’ora in poi invece la Robin Tax andrà ad interessare anche le imprese che superano solo i 3 milioni di giro d’affari e un imponibile superiore ai 300mila euro. In questa maniera, come accennato,si dovrebbe riuscire a coprire almeno la metà dei circa 600 milioni messi in campo dal governo.

L’altra metà della copertura degli sconti arriverà invece non tanto da un taglio, quanto da un mancato aumento. Si interverrà infatti sui cosiddetti sussidi Cip6. Il riferimento è a quelle agevolazioni introdotte nel 1992 per favorire la diffusione delle produzione di energia elettrica da fonti verdi, che nel tempo tra l’altro si sono progressivamente estese anche a molte altre fonti energetiche non propriamente ecologiche. Ebbene, i sussidi in questione da anni vengono addebitati sulle nostre bollette e variano a seconda delle quotazioni del petrolio. Come si può facilmente intuire, dato il valore crescente del costo del greggio, in questi ultimi anni la quota di Cip6 delle nostre bollette è aumentata inesorabilmente. Ora il governo però ha deciso di legare gli adeguamenti dei sussidi ai prezzi del gas metano, che da tempo mostrano andamenti al ribasso. In questa maniera, la quota di Cip6 che pagheremo, almeno per l’anno a venire, sarà inferiore, da qui il risparmio sopra accennato.

ENERGIA, MERCATO SOTTO OSSERVAZIONE

Qualcuno parla apertamente di misure che, come accennato, avranno effetti minimi sulle bollette delle famiglie, e anche su quelle di tante imprese. E in effetti potrebbe trattarsi di uno sforzo che, se non accompagnato da una riforma più complessiva del nostro mercato energetico, rischia di rappresentare la classica goccia nell’oceano.

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