Bolletta elettrica, vantaggi e svantaggi delle nuove tariffe

Dall’anno prossimo scatterà una rivoluzione che renderà più equo e trasparente quello che paghiamo per la luce

elettricità

Tralicci dell'alta tensione per il trasporto di energia – Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Per 30 milioni di utenti dal primo gennaio 2016 prenderà avvio una vera e propria rivoluzione delle tariffe elettriche che, secondo i programmi stabiliti dall'Autorità per l'energia, dovrebbe andare a regime nel 2018. Tre anni di graduali cambiamenti che permetteranno di rendere più eque e trasparenti le nostre bollette elettriche. Una scelta che appariva ormai matura visto che il nostro attuale modello di pagamento della corrente elettrica è in vigore da più di 40 anni e risentiva ancora di una serie di vincoli che a suo tempo furono introdotti per far fronte agli shock petroliferi degli Anni 70 e alle crisi energetiche che ne seguirono. Innanzitutto la riforma prevede che gradualmente venga superata l'attuale struttura progressiva delle tariffe di rete (cioè dei costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica) e della tariffa per gli oneri di sistema (cioè dei costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico).

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Stiamo parlando in totale di oltre il 40% della nostra bolletta che, secondo quanto previsto dal programma della riforma, diventerà uguale per tutti e per ogni livello di consumo. Ogni utente in pratica, hanno spiegato i tecnici dell’Autorità, pagherà quindi in modo equo per i servizi che utilizza e la gradualità permetterà di evitare eccessivi effetti su chi oggi con bassi consumi paga un po' meno: ora andrà a pagare l’esatto corrispettivo per il servizio che usa, non più agevolato, ma congruente con i costi. Se vogliamo, un piccolo svantaggio, che però andrà a beneficio del sistema nel suo complesso. Per chi invece deve consumare di più si potranno avere degli evidenti effetti positivi, visto che grazie a questo alleggerimento dell’onere generale, beneficerà in pratica di una sostanziale riduzione del sovra-costo fino ad oggi sopportato.


Un occhio di riguardo è stato poi riservato anche alle famiglie in reale stato di bisogno e a basso reddito. L’Autorità fa sapere infatti di aver previsto un “ammortizzatore” che annullerà ogni possibile effetto negativo. Lo strumento sarà il bonus sociale di sconto introdotto a favore di chi versa in concreta difficoltà. Con la nuova riforma che prenderà avvio dall’anno prossimo in pratica ne viene previsto il potenziamento automatico, in modo che appunto per le famiglie a basso reddito, che già ne avranno diritto dal 2016, non ci sia alcun aggravio di spesa, mantenendo gli stessi benefici goduti attualmente. A regime poi, ovvero entro il 2018, per neutralizzare ogni ulteriore effetto negativo, la stessa Autorità ha segnalato a governo e Parlamento l’opportunità di rafforzare stabilmente il bonus, sia in termini di intensità, portando lo sconto sulla bolletta dall’attuale 20% fino al 35% della spesa, sia con un ampliamento della platea di chi ne ha diritto.

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