Soldi

Benzinai: il perché dello sciopero del 26 giugno

Oggetto del contendere è la scheda carburante che dovrebbe lasciare spazio alla fatturazione elettronica, con i distributori ancora impreparati al cambio

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Giuseppe Cordasco

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È ormai scontro aperto tra benzinai e governo sulla questione della scheda carburante, che dal prossimo primo luglio dovrebbe essere abolita per lasciare spazio alla fatturazione elettronica.

Un passaggio epocale, che dovrebbe fare da apripista a un modello di rendicontazione che dal prossimo primo gennaio 2019 riguarderà tutte le transazioni, per le quali diventerà appunto obbligatoria la già citata fatturazione elettronica.

Ma i distributori di carburanti proprio non ci tengono a fare da cavia per questo esperimento e da mesi ormai chiedono con forza una proroga del provvedimento che permetta per almeno altri sei mesi anche a loro di continuare ad utilizzare il vecchio modello di fatturazione.

Una richiesta che nonostante voci di un possibile decreto che agevolasse questo tipo di soluzione è rimasta fondamentalmente inascoltata. E ora i benzinai passano alle vie di fatto: per il prossimo 26 giugno è stato infatti proclamato uno sciopero di 24 ore per tutte le pompe su tutte le strade del Paese.

Rischio paralisi

L’annuncio che in fondo era nell’aria da tempo, è arrivato attraverso un comunicato delle organizzazioni di categoria dei gestori degli impianti di rifornimento carburanti, ovvero Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio, che in piena sintonia hanno fatto sapere che i propri iscritti incroceranno le braccia appunto per protesta contro la nuova disciplina sulla fatturazione elettronica.

E le ragioni di fondo di questa levata di scudi sono presto spiegate: a meno di tre settimane dalle scadenze poste dalla legge infatti, scrivono le organizzazioni dei benzinai, sono tali e tanti i ritardi e le incoerenze sia sulla certezza delle modalità operative che sui supporti tecnologici che l'amministrazione si era impegnata a mettere a disposizione che, si può ragionevolmente affermare, come la rete distributiva, per larga parte costituita da piccoli distributori, sia effettivamente a rischio di blocco e paralisi.

Le nuove norme

E per capire quanto complicate possano essere le nuove regole, basta soffermarsi un attimo a spiegare come, per legge, dovrebbe funzionare il nuovo meccanismo di fatturazione che sostituisce la vecchia scheda carburante.

Dal primo luglio appunto, secondo le scadenze ancora in vigore della nuova normativa, ogni qualvolta un titolare di partita Iva effettuerà un rifornimento, non solo sarà obbligato, se vorrà effettuare poi le detrazioni, a pagare solo con carte elettroniche. Ma a sua volta il benzinaio dovrà emettere una fattura elettronica che attesti senza nessun dubbio l’avvenuto rifornimento.

Ed è qui che sono sorti i problemi, perché molti distributori ancora non si sono messi in regola con la relativa dotazione tecnologica per poter emettere fatture elettroniche all’atto del rifornimento. Una vera e propria patata bollente con cui ora dovrà confrontarsi il nuovo governo, che deve far fronte alla prima minaccia di sciopero da quando è in carica.

E stiamo parlando di un’agitazione non da poco, visto che il blocco dei carburanti avverrebbe nel pieno dell’inizio della stagione vacanziera. Staremo a vedere.

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