Banche venete: chi può presentare i rimborsi e come farlo

Possono fare istanza anche gli ex clienti gabbati di Banca Marche, Etruria, Carife e Carichieti. Il ristoro è fino a 100 mila euro

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Una sede di Veneto Banca – Credits: ANSA/AP Photo/Antonio Calanni

Massimo Morici

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I risparmiatori rimasti scottati dopo il crac delle due ex popolari venete nel 2017 e delle quattro banche regionali dell'Italia Centrale nel 2015 hanno una speranza in più di ottenere un rimborso di parte dei loro risparmi andati in fumo.

Il 22 settembre è entrata in vigore una norma di legge contenuta nel Milleproroghe che ha permesso alla Consob due giorni dopo di dare il via libera alla procedura per la richiesta di ristoro da parte degli investitori privati che hanno perso i propri soldi investendo in titoli emessi da Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti, che sono le quattro banche poste in risoluzione a fine 2015, e da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, i due istituti messi in liquidazione coatta amministrativa nel giugno 2017.

Chi può presentare domanda

La Consob spiega che i beneficiari del provvedimento sono i risparmiatori che abbiano presentato ricorso e ricevuto un parere favorevole dall'Arbitro per le controversie finanziarie (ACF) entro il 30 novembre 2018. In base alla disposizione di legge, chi avrà vinto il ricorso sarà rimborsato per una cifra pari al 30% del danno liquidato dall'Arbitro fino a un massimo di 100 mila euro.

Le domande possono essere presentate anche dai clienti di Banca Nuova e Banca Apulia che abbiano sottoscritto titoli emessi dalle due rispettive controllanti e cioè da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Dove inviare le istanze

I risparmiatori possono trovare sul sito della Consob, in home page, l'avviso e il modulo per fare domanda. Consob aggiunge, inoltre, che i clienti delle due banche venete possono presentare domanda di rimborso "solo una volta ricevuta la comunicazione dell'avvenuta pubblicazione della decisione favorevole", perché "essendo sottoposte a liquidazione coatta amministrativa non potrebbero comunque adempiere spontaneamente alle decisioni".

Negli altri casi, invece, "i ricorrenti dovranno attendere la pubblicazione sul sito dell'ACF del mancato adempimento da parte della banca alla decisione dell'authority".

Il boom di richieste

Il 2017 è stato il primo anno di operatività l'Arbitro per le controversie finanziarie, che ha ricevuto 1.839 ricorsi, un numero superiore alle stime che si attendevano circa 1.000 richieste, per un totale di oltre 81 milioni di euro. La media degli importi richiesti è di 55.244 euro. Il boom dei ricorsi si spiega con il picco, registrato tra maggio e luglio dello scorso anno, quando sono pervenuti 692 ricorsi da part di ex risparmiatori-azionisti di Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

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