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Auto: ecco come il governo colpirà i furbetti delle targhe estere

Multe salate per chi immatricola in un Paese straniero un veicolo, ma risiede in Italia: si potrà arrivare anche alla confisca del mezzo

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Giuseppe Cordasco

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Il governo, grazie a un provvedimento ad hoc contenuto nel decreto sicurezza, ha deciso un vero e proprio giro di vite per quei non pochi furbetti che, grazie a una finta residenza fiscale all'estero di una società, immatricolavano la propria auto oltreconfine, dunque con targhe estere, pur svolgendo però la propria attività lavorativa prevalentemente in Italia.

Una pratica decisamente scorretta che presentava due ordini di vantaggi. Da un lato infatti questi automobilisti, sfruttando quella che tecnicamente viene definita “esterovestizione”, eludevano il fisco, evitando di pagare bollo e assicurazione in Italia.

Per un altro verso poi potevano anche premettersi di violare il codice della strada, perché tanto le eventuali multe venivano inviate all’indirizzo fittizio all’estero dove i proprietari dell’auto risultavano fisicamente irreperibili. Ma vediamo allora come cambieranno le regole per questi furbetti delle targhe estere.

Le nuove norme

In sostanza, nel decreto sicurezza, è stata inserita una norma che, con alcune deroghe, vieta, a chi risiede in Italia da oltre 60 giorni, di circolare sul territorio nazionale con veicoli a targa estera.

In base a questa nuova normativa dunque, come ha spiegato il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, fautore del giro di vite sulle targhe estere, “coloro che violeranno il divieto che abbiamo imposto dovranno pagare una multa salata e, se non si metteranno in regola, si potrà arrivare sino alla confisca del veicolo".

In questo modo, il governo ha inteso mettere un freno “a una pratica scorretta purtroppo molto diffusa che danneggia tutti noi – ha sottolineato ancora il ministro Toninelli - togliendo al fisco soldi dovuti, e che fa male anche a tante aziende italiane che lavorano correttamente".

Multe salate e confisca

Secondo il contenuto della norma inserita nel decreto sicurezza, ci saranno dunque in arrivo controlli più serrati e sanzioni più severe per chi non è in regola con le targhe automobilistiche.

Infatti, se finora per una o due volte l'automobilista poteva essere avvertito dell'obbligo di reimmatricolare il veicolo e cambiare la targa con una italiana, per poi pagare una sanzione (da 84 a 335 euro) nel caso in cui fosse fermato per tre volte nell'arco dei sei mesi, ora le pene diventeranno più dure.

In sostanza, infatti, le multe partiranno da 712 euro e la regolarizzazione dovrà avvenire entro 180 giorni, tempo nel quale il veicolo non potrà comunque circolare e sarà tenuto in deposito. Scaduto poi questo termine di 6 mesi, si potrà arrivare anche alla vera e propria confisca del mezzo.

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