Auto: i motivi della ripresa del mercato

Ad aprile il settore ha registrato un +24,2% rispetto al 2014 grazie alla necessità di acquisto, dopo tanti rinvii

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– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Un buon segnale, ma che non si sa quanto possa essere il sintomo di una reale e consistente ripresa. È così che gli esperti del settore giudicano gli ultimi risultati del mercato dell’auto in Italia, in ripresa ormai da un bel po’ di mesi, e che ad aprile ha fatto segnare addirittura un +24,2% rispetto allo stesso periodo del 2014. “I consumatori – spiega il prof. Giuseppe Berta, economista della Bocconi ed esperto di automotive – hanno differito ormai da lungo tempo l’acquisto di un’auto nuova, ed ora sono quasi costretti a provvedere.  È come una molla che tirata fino all’estremo poi improvvisamente scatta, perché a un certo punto una vettura bisogna pur cambiarla per semplice ma inevitabile usura”.

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Un fenomeno che dunque, dopo anni di vacche magre, in questi mesi sta facendo filtrare qualche spiraglio di luce su un mercato ridotto ormai all’estremo. “Il problema però – aggiunge Berta – è che non vedo ancora un vero e proprio cambiamento sul fronte della fiducia dei consumatori. Si tratta come detto di una sorta di andamento fisiologico, che però non sembra il sintomo di un vero rilancio del nostro mercato interno”. Una considerazione che si sposa perfettamente con l’analisi riguardante la ripresa del nostro Pil annunciata in questi ultimi giorni. “Essa – sottolinea infatti Berta – non a caso è legata quasi interamente proprio al mercato dell’auto e all’export. Questo significa che certamente l’industria automobilistica sta attraversando un buon momento, ma non è dato sapere né quanto durerà né tantomeno che influenza avrà sulle dinamiche consumistiche interne”.

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Intanto però, l’Italia si gode questo momento positivo che, seppur in termini percentuali meno eclatanti, condivide con il resto d’Europa. I dati sulle immatricolazioni continentali resi noti proprio in queste ore infatti, confermano un trend di crescita complessivo pari a +6,9%. Entrando nello specifico, sempre considerando il raffronto tra aprile 2015 e aprile 2014,  la Germania fa segnare un +6,3%, la Gran Bretagna un +5,1%, la Spagna un +3,2% e la Francia un +2,3%, questo solo per restare ai grandi mercati.

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Per quanto concerne invece le performance dei singoli gruppi automobilistici, da sottolineare l’ottimo andamento di Fca che con il suo +13,3% di incremento di vendite, tra i big del settore, è seconda solo al Gruppo Renault che raggiunge quota +14,9%. Più staccate seguono Bmw con +11,9%, Daimler +8% e Volkswagen +5,6%. “A questo punto – fa però notare Berta – bisogna che tenga il mercato americano, per ridare una fiducia maggiore a tutto il comparto a livello mondiale. In questo senso il recente crollo delle vendite in Brasile, rappresenta un monito per le grandi aziende del settore: bisogne tenere presente infatti che il mercato dell’auto è molto complesso e si devono considerare i diversi equilibri che nel tempo si creano tra un continente e un altro, con risultati che – conclude Berta - possono essere una volta positivi e un’altra negativi”.

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