Arbitro per le controversie finanziarie: cos'è e come funziona

Permette ai risparmiatori di risolvere in 6 mesi i contenziosi con gli intermediari per importi inferiori a 500.000 euro

Tango Bond

Una manifestazione di risparmiatori nel 2005, ai tempi dello scandalo dei Tango Bond – Credits: Stefano Snaidero/Ansa

Massimo Morici

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I piccoli investitori che si trovino ad avere un contenzioso con la propria banca o il proprio consulente finanziario e che ritengano di aver subito un torto possono evitare di ricorrere al giudice e rimanere impantanati nelle lungaggini della giustizia italiana. Da oggi 9 gennaio è operativo l'Arbitro per le controversie finanziarie (Acf), il nuovo organismo per la soluzione stragiudiziale delle controversie tra risparmiatori e intermediari.

È il nuovo strumento, istituito presso la Consob, che permette ai risparmiatori di risolvere in tempi brevi (al massimo in 6 mesi) un contenzioso con gli intermediari fino a un valore massimo di 500.000 euro.

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Come fare per presentare ricorso
Per presentare ricorso all'Arbitro basta connettersi in rete: sul sito www.acf.consob.it i risparmiatori interessati possono trovare tutte le informazioni utili per capire chi può farlo, a quali condizioni, attraverso quale procedura e in quali tempi.

In particolare, si legge nel sito della Consob, si potranno sottoporre all'Arbitro le controversie relative "alla violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza cui sono tenuti gli intermediari nei loro rapporti con gli investitori". Per quale tipologia di servizi? La Commissione parla di servizi di investimento e di gestione collettiva del risparmio (fondi comuni di investimento, fondi pensione), ma potranno essere presentate anche controversie che riguardano i gestori dei portali di equity crowdfunding.

Importante: la decisione del collegio non è vincolante per l'investitore che può comunque ricorrere all'autorità giudiziaria. Non solo. Nel caso in cui l'intermediario non dia esecuzione alla decisione assunta, è prevista a suo carico la sanzione reputazionale della pubblicazione di tale inadempimento.

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Chi lo presiede
L'organismo è presieduto da Gianpaolo Eduardo Barbuzzi, dirigente Consob, già capo della divisione amministrazione nonché, tra i vari incarichi ricoperti in Istituto, responsabile in precedenza dell'Ufficio sanzioni amministrative.

Il collegio, organo di vertice, è costituito da cinque membri. Ne fanno parte, oltre al presidente, quattro membri effettivi, di cui due di designazione Consob, Daniela Morgante e Marilena Rispoli Farina, uno espressione del Cncu, il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, Giorgio Afferni, e uno indicato dalle principali associazioni di categoria degli intermediari finanziari, Giuseppe Guizzi.

Il collegio può contare su ben dieci membri supplenti: su designazione Consob Antonio Albanese, Maria Debora Braga, Michele De Mari, Raffaele Di Raimo, Federico Ferro-Luzzi, Luigi Salamone; su designazione del Cncu Vincenzo Farina e Donato Patera; su designazione degli intermediari finanziari Francesco De Santis e Raffaele Lener.

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