Economia

Servizi pubblici, ecco perché i Comuni offrono sempre meno

Spending review e tagli ai trasferimenti causano un peggioramento delle attività degli enti locali, e a rimetterci sono i cittadini

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Giuseppe Cordasco

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La necessità di razionalizzare la spesa statale e di frenare la crescita del nostro debito pubblico, hanno spinto in questi anni i governi a puntare sulla spending review e sul taglio ai trasferimenti per gli enti locali. L’obiettivo che si voleva raggiungere era la diminuzione degli sprechi e la ricerca di una maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse finanziare da aperte degli amministratori locali, dei sindaci in particolare.

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Almeno per il momento però, il risultato più evidente di questa strategia è stato quello di intaccare in maniera pesante la stessa offerta di servizi pubblici, soprattutto da parte dei Comuni appunto, con tutte le conseguenze negative che si possono immaginare per i cittadini. A certificare questo sfavorevole trend, ci pensa ora la Corte dei Conti che ha rilevato appunto la realtà di servizi sempre più scadenti, dal trasporto pubblico locale all'assistenza ai minori alle famiglie in difficoltà, con tra l’altro un preoccupante ampliamento del divario tra Regioni del Nord e del Sud.

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MEZZI DI TRASPORTO
Il trasporto locale è sicuramente una delle note più dolenti quando si affronta il tema del peggioramento dei servizi pubblici a livello di Comuni. In questo senso la Corte dei Conti ha rilevato che tra il 2008 e il 2014 si è assistito ad una diminuzione media del servizio superiore al 7%, risultato di una sostanziale stabilità nelle Regioni settentrionali e di una contrazione di ben il 15% nel Meridione. Parallelamente, tra l’altro, si registra anche una contrazione della domanda: -28% al Sud a fronte del -2% al Nord.

ACQUA
Sempre nello stesso periodo preso in considerazione precedentemente, ovvero tra il 2008 e il 2014, il servizio di fornitura idrico ha registrato, secondo i magistrati contabili,  una perdita di efficienza,  su tutto il territorio nazionale, in termini di erogazione dell'acqua e un limitato progresso nella regolarità della fornitura che, ancora una volta, nota la Corte dei Conti, penalizza alcune Regioni del Sud a differenza di quanto accade al Nord.

ASSISTENZA ALLE FAMIGLIE
Anche l'offerta di servizi sociali, misurata dalla spesa pro-capite reale, ha subito in questi anni di tagli ai finanziamenti pubblici, una contrazione. Essa è risultata particolarmente penalizzante proprio per la tipologia di servizi offerti e dei cittadini a cui erano rivolti. Ampi, anche in questo caso, i divari territoriali messi in evidenza dalla Corte dei Conti. Ad esempio, per le strutture residenziali dedicate a famiglie e minori, il servizio è attualmente offerto a livello nazionale dal 71% dei Comuni, cifra che sale all'89% circa al Nord, mentre crolla addirittura al 40% circa al Sud e nelle Isole.

RIFIUTI
Più articolato invece il discorso quando si parla di gestione dei rifiuti. In questo senso da una parte la Corte dei Conti ha rilevato una riduzione della produzione di circa il 9% tra il 2007 e il 2014, conseguente alla crisi economica che non poteva non influire sulla stessa capacità dei cittadini di produrre spazzatura. Dall’altra però i giudici contabili hanno evidenziato progressi in termini di quota di rifiuti riciclati, che aumenta dal 30 al 45%. Un miglioramento che, questa volta, riguarda tutte le aree territoriali, comprese le Regioni meridionali che passano dal 10% della metà degli anni duemila al 31,3% del 2014.

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