Economia

Parte la Serie A 2018-2019: cinque motivi per seguire il prossimo campionato

Dal miliardo speso sul calciomercato alla rivoluzione dei diritti tv (passando per lo sbarco di Ronaldo). Il nostro calcio è pronto a ripartire...

serie a 2018 2019 motivi per seguire campionato

Giovanni Capuano

-

Tutti dietro alla Juventus di Cristiano Ronaldo, con il rischio di un campionato cannibalizzato dai bianconeri che lo vincono dal 2012 e che portando in Italia CR7 hanno aumentato il gap nei confronti della concorrenza italiana alzando l’asticella verso la Champions League. L’ossessione trasformatasi nelle parole di Andrea Agnelli e di tutta la dirigenza da sogno ad obiettivo. La stagione sportiva della Juventus sarà misurata sul percorso europeo: l’obbligo è essere competitivi e gli oltre 250 milioni di euro investiti nella sessione estiva del calciomercato sono la benzina dovrà alimentare la corsa fino alla finale di Madrid.

Messa così c’è davvero poco da illudersi. Sportivamente parlando potremmo rimpiangere il duello serrato della passata stagione con l’ultimo Napoli di Sarri. E’ vero che la crescita dell’Inter, il nuovo corso del Milan e il progetto della Roma (oltre alla resistenza dello stesso Napoli che ha scelto di puntare su Carlo Ancelotti) lasciano intravedere un futuro diverso, però oggi è così. Il dominio della Juventus sul calcio italiano è totale, economico e progettuale prima ancora che tecnico. Una conferma? La tanto attesa introduzione delle seconde squadre, evocata per anni come rimedio alla crisi di vocazioni, è stata colta al balzo dalla sola società torinese. Le altre hanno passato la mano, almeno per il momento.

L’aspetto sportivo non è, però, l’unico. Vale la pensa seguire la prossima stagione della Serie A per almeno cinque motivi. Siamo dentro l’Anno Uno del calcio italiano, uscito umiliato dalla mancata qualificazione al Mondiale, ribaltato come un calzino (non sempre con esiti soddisfacenti) dalla politica dello sport e rilanciato nelle sue ambizioni dalla ritrovata forza economica sul mercato testimoniata dal miliardo investito e dalla seconda posizione alle spalle dell’inarrivabile.

Piace pensare che il peggio sia alle spalle e che il campionato che va a cominciare confermi davvero i segnali di ripresa. Cancellando le ultime delusioni sportive, i pasticci politici (tra società storiche sparite, format cambiati in corsa e contenziosi davanti ai tribunali) e la costante sensazione di improvvisazione e precarietà che ci accompagna.

1 – Ronaldo ci mette al centro del mondo

Cristiano Ronaldo riporta l’Italia al centro del mondo calcistico come non accadeva dagli anni Novanta con coda all’inizio del nuovo millennio. E’ vero che da solo non basterà a far costruire nuovi stadi e a colmare ritardi ormai cronicizzati, però la sua sola presenza fa bene a tutto il sistema. L’asticella si è alzata per tutti e chi può si è attrezzato per non perdere il treno. La Serie A sarà visibile anche all’estero e non sarà più nascosta dietro i match della Premier League o delle big spagnole.

L’effetto è immediato e ha avuto una ricaduta sulla vendita dei diritti tv fuori dal nostro Paese. Sta a noi raccogliere la sfida valorizzando al massimo anche il prodotto di contorno, offrendo l’immagine di stadi pieni (per quelli moderni bisognerà attendere) e di un sistema credibile. Già il fatto di essere stati i primi ad applicare la tecnologia e il Var ci ha portato vantaggi a livello di immagine. Ora si tratta di proseguire su questa strada…

2 – Il ritorno di Milano ai vertici

Alle spalle della Juventus c’è la grande suggestione del ritorno della Milano del calcio. Suning sta consolidando il progetto Inter e comincia a dispiegare in pieno il suo potenziale economico. La fine delle (breve) era cinese ha restituito il Milan al centro della scena anche se il percorso sarà lungo e tormentato e l’Uefa si farà presto sentire per riaprire il capitolo delle sanzioni per la violazione prolungata del Fair Play finanziario.

Il calcio italiano ha bisogno di una grande Milano da aggiungere a un Centro e a un Sud rivitalizzati dai progetti di Roma e Napoli. Non deve essere offensivo nei confronti di nessuno. La stessa Juventus chiede da anni che il sistema le cresca attorno per aumentare le proprie potenzialità: oggi qualche segnale si vede e il fatto di essere tornati ad avere il contingente di quattro squadre nella ricca Champions League, frutto di una vittoria politica, sosterrà economicamente gli investimenti delle altre.

3 – La rivoluzione televisiva

La stagione scatta con la prima volta di un grande rito collettivo come il calcio non disponibile sulla tv tradizionale ma attraverso internet. Dazn rappresenta una nuova frontiera il cui impatto andrà verificato sia nelle abitudini dei tifosi-utenti che negli sviluppi possibili per il mercato dei diritti tv fonte principale di sostentamento per i bilanci delle società italiane. Per vedere tre partite ogni week end e un adeguato numero di big match bisognerà dotarsi di connessione Wi-Fi.

La Netflix del calcio potrà sembrare un salto nel buio per una parte della platea dei tifosi, ma è anche un adeguamento allo stile di vita di milioni di persone che ormai trascorrono buona parte della loro giornata su tablet e smartphone. La scommessa è tale anche per il calcio italiano, liberatosi dal rischio del monopolio di Sky. La raccolta complessiva da 1,4 miliardi di euro rappresenta un incremento, ma anche la conferma che cresciamo meno rispetto agli altri. Metterci al passo col resto d’Europa sarà la prossima frontiera.

4 - Il ritorno di Ancelotti (e non solo)

All'inizio della stagione c'è un solo tecnico straniero nelle venti squadre della Serie A ed è seduto sulla panchina dell'Udinese. Con Antonio Conte ai box, Capello in pensione dorata e Mancini ct della nazionale, il ritorno di Carlo Ancelotti rappresenta l'ulteriore motivo d'orgoglio per un torneo che sta recuperando appeal. Carletto è uno dei migliori, vincente ovunque e ancora con molto da dare nella sua carriera. Un top che viene in Italia dopo anni in cui i nostri migliori cervelli andavano altrove.

Lo stesso vale per qualche stella del calcio europeo come Pastore (Roma) che ha lasciato Parigi e gradito la destinazione italiana. Modric ha provato a spingere per essere lasciato partire con destinazione Inter, Morata era sul taccuino della Juve, Ronaldo fa storia a parte. Insomma, qualcosa si muove e anche concretamente...

5 - Il secondo anno del Var

Il Mondiale ha dimostrato che indietro non si torna. L'Italia ha il merito e l'orgoglio di essersi mossa per prima e di essere adesso un modello per tanti altri Paesi. Capita raramente, ma in questo caso è successo. L'obiettivo della seconda stagione sarà consolidare il nuovo modo di arbitrare, limitaregli errori e azzerare le polemiche. Questo rimane più un sogno, ma certamente designatori e arrivano più forti all'inizio del campionato.

Anche l'Uefa sta per capitolare implementando la Var nella Champions League. Potrebbe servire ancora qualche mese, ma la strada è tracciata. E al posto del dimissionario Collina è stato scelto un altro italiano, Roberto Rosetti, da mettere a capo dei direttori di gara europei. Col fischietto in bocca siamo un'eccellenza. Anche per questo vale la pena seguire il prossimo campionato.

© Riproduzione Riservata

Commenti