Sblocca Italia, forse è davvero la volta buona

Domani incontro fra i ministri Lupi e Padoan per il via libera al provvedimento. Quindici le misure contenute

– Credits: SERGIO OLIVERIO / Imagoeconomica

Redazione

-

Giovedì 28 agosto dovrebbe finalmente essere la giornata decisiva per Sblocca Italia.

Si incontreranno infatti il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Lupi smentisce chi ha suggerito disaccordi con Padoan e con Matteo Renzi in merito.

Venerdì poi dovrebbero capirsi i punti specifici e le rispettive coperture del provvedimento. Coperture che però saranno distribuite in parte anche nella legge di stabilità.
E proprio del percorso della prossima manovra si è iniziato a ragionare al Tesoro in una riunione tra Padoan e i suoi uomini.

A 'traslocare' a ottobre, nella Stabilità, potrebbe essere, ad esempio, la stabilizzazione dell'ecobonus, per il quale si sta valutando di allargare la platea anche ad alberghi, hotel e imprese, oltre che agli interventi di messa in sicurezza anti-sismica, per bonifiche dell'amianto, per la riqualificazione energetica di interi edifici e edilizia sociale.

Il rinnovo sia dell'ecobonus al 65% che del bonus **ristrutturazioni al 50%, è tra le priorità indicate dal ministero delle Infrastrutture. Le agevolazioni hanno portato ad oggi a 5 miliardi di gettito Iva, contro le stime iniziali di 2 miliardi. I bonus sono in vigore fino al 31 dicembre 2014 e non è per questo escluso che il loro eventuale rinnovo possa confluire nella legge di stabilità in vigore dal primo gennaio 2015, piuttosto che nel prossimo decreto.

-- LEGGI ANCHE: Sblocca Italia: i 10 punti

"Lo Sblocca Italia e la legge di stabilità viaggiano parallelamente. Può essere - ha rilevato Lupi - che una parte delle coperture sia anticipata nello Sblocca Italia e un'altra parte scatti al primo gennaio 2015. Lo Sblocca Italia mira prevalentemente alla burocrazia".

Burocrazia
Al centro del provvedimento ci sarà la sburocratizzazione (a costo zero) per favorire la partenza dei lavori di infrastrutture chiave, che già sono state finanziate ma che non riescono a mettersi in moto.
Tra queste:
- l'alta velocità Napoli-Bari, la cui posa della prima pietra sarà anticipata a novembre 2015, anziché a gennaio 2018, e così' "si sblocca un'opera da 4,5 miliardi" sottolinea Lupi;
- la linea ferroviaria Palermo-Messina-Catania;
- l'autostrada Valdastico Nord (A31) di raccordo tra Veneto e Trentino, attualmente bloccata per l'opposizione della provincia autonomia di Trento.

I testi definitivi ancora non sono stati messi a punto, e da Palazzo Chigi, peraltro, si è fatto notare che le bozze in circolazione in questi giorni sono superate.

Meglio quindi aspettare la versione ufficiale, sottolineano fonti di governo, prima di ragionare su illazioni arbitrarie e anticipazioni scadute.
Nelle ultime bozze, peraltro, il provvedimento è 'cresciuto' rispetto ai 10 punti illustrati da Renzi al varo delle linee guida un mese fa, arrivando a 15 'paccchetti' di misure che vanno dall'accelerazione delle opere allo sblocco dei cantieri, passando per la semplificazione edilizia o il contrasto del dissesto idrogeologico.

I tecnici sono al lavoro per 'snellire' e pulire il testo, che, una volta varato, dovrà passare al vaglio del Quirinale. Tra le novità che potrebbero essere inserite, sta prendendo corpo, al capitolo 'partecipate locali', un'idea lanciata già dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli: quella di creare una 'Authority unica' per i servizi pubblici portando anche i rifiuti, dopo l'acqua, sotto il controllo dell'Autorità per l'energia, il gas e i servizi idrici.

(ANSA)

© Riproduzione Riservata

Commenti