Traghetto per la Sardegna? Quasi quasi vado in Croazia

Dopo la multa dell'Antitrust contro il cartello per i trasporti via mare, ecco come si stanno riorganizzando gli operatori che temono la concorrenza di altre mete turistiche

Porto di Genova, navi passeggeri Moby Tauros Baby Fantasy. (Credits: Stefano Scarpiello/ImagoEconomica)

Cinzia Meoni

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Ormai è cosa nota: l’Antitrust ci ha messo due anni ma alla fine ha colpito ben quattro delle società attive nei trasporti marittimi sulla Sardegna, colpevoli di aver fatto lievitare contemporaneamente i biglietti per i porti dell’isola. Moby (che ha già annunciato il ricorso al Tar), Snav, Grandi Navi Veloci e Marinvest. Dovranno pagare in tutto 8,1 milioni di euro per aver “posto in essere un’intesa finalizzata all’aumento dei prezzi per il trasporto passeggeri nell’estate 2011 sulle rotte Civitavecchia-Olbia, Genova-Olbia e Genova-Porto Torres”. “Vittoria su tutta la linea” ha esultato Ugo Cappellacci, governatore della Sardegna e tra i promotori del ricorso all’Antitrust insieme ad alcune associazioni di consumatori. Ma c’è poco da festeggiare.

Al di là del nodo relativo alla continuità territoriale con il Continente, il rischio maggiore è che, anche a causa del caro traghetti, i turisti scelgano altre mète, magari raggiungibili via autostrada, svuotando una delle principali risorse economiche dell’isola. Il classico turismo balneare che vede muoversi intere famiglie, passa più difficilmente dagli scali aerei dove, se si inizia la caccia al tesoro per tempo, qualche tariffa accessibile si riesce a trovare. Ma per attraversare in quattro (con macchina) il Mediterraneo, capita di spendere quasi quanto una crociera.

Anche per questo il 21 giugno il tema del caro traghetti sarà affrontato dallo stesso Cappellacci ed il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Lupi. Alcune stime (sui dati elaborati dalle tabelle dall’Autorità marittima) parlano di due milioni di persone in meno nel giro di due anni. E il trend potrebbe non cambiare. L’incubo maggiore per gli operatori turistici sardi è la Croazia dove abbondano offerte accessibili e il mare è cristallino. Nel frattempo la regione Sardegna ha chiesto un immediato congelamento degli aumenti effettuati da Tirrenia (alla società sono riconosciuti, fino al 2020, 72,6 milioni di euro all’anno per garantire la continuità territoriale con servizi di trasporto marittimo) che tuttavia a sua volta ribadisce: “le tariffe sono pienamente rispettose della convenzione esistente”. La società acquisita da Compagnia Italiana di Navigazione (il cui 40% del capitale è in mano a Moby) nel luglio del 2012 al termine di un processo di privatizzazione avviato nel 2008, ha traghetti in partenza per l’isola da Civitavecchia, Genova, Palermo, Trapani.

Oltre a Tirrennia oggi a fare rotta sull’isola sono comunque numerose compagnie nonostante abbandoni più o meno volontari (Dimaiolines e Flotta Sarda tanto per iniziare). Prima di tutto c’è un pool francese composto da Corsica Ferries Sardinia Ferries, compagnia di navigazione italo francese dell’imprenditore Pascal Lota, e da Snmc ovvero la compagnia di navigazione pubblica francese. Non manca la flotta italiana più tradizionale e composta da Grandi Navi Veloci  il 50% del gruppo fa capo oggi alla Marinvest srl dell’armatore Gianluigi Aponte (Msc); Moby Lines, società di Vincenzo Onorato e di cui ciclicamente si torna a parlare di un possibile approdo in Borsa, Grimaldi (Barcellona, Civitavecchia) gruppo napoletano interamente di proprietà della famiglia Grimaldi. La novità di quest'anno si chiama tuttavia GoInSardinia, un traghetto fortemente voluto dagli imprenditori sardi per riportare i turisti nell’Isola. Il progetto passa da  Kriti, nave greca della flotta di Anek Lines che, da giugno a settembre,  porterà turisti tra Livorno, Civitavecchia e Olbia a tariffe calmierata (il 70% dei posti è tuttavia riservato a chi prenota anche il soggiorno). A conti fatti la famiglia classica di 4 persone (2 bambini), con macchina a seguito, prenotando oggi la tratta Civitavecchia-Olbia per il primo fine settimana di luglio, spenderebbe 163 euro circa rispetto ai 228 circa di Moby. Un bel risparmio!

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