Sandy, un uragano da 20 miliardi di dollari di danni

Ma non impatteranno sulla crescita degli USA, secondo Moody's: il Pil giornaliero della costa Est è di 10 miliardi di dollari al giorno

Gru spezzata

Un cantiere di NYC devastato dall'uragano SAndy. 29 ottobre 2012 (Credits: REUTERS/ Andrew Kelly)

Massimo Morici

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Le prime stime dei danni provocati dall’uragano Sandy all’economia degli Stati Uniti d’America parlano di 20 miliardi di dollari. Una cifra colossale? No, se si guarda il Pil della costa Est dove l’uragano si è abbattutto lunedì, pari a 10 miliardi di dollari al giorno. In sostanza, se la stima dei danni sarà confermata, saranno "solo" due giorni andati in fumo.

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L’impatto sul Pil dell’ultimo trimestre dell’anno, insomma, anche se "significativo sarà solo temporaneo", come hanno sottolineato gli economisti di Moody’s Analytics, braccio dell’agenzia di rating che negli ultimi anni ci ha fatto soffrire un po' coi suoi giudizi sul nostro debito sovrano.

Tempo una settimana e l’America rialzerà la testa, pronta a riprendere la corsa, che in questi mesi è stata un po’ lenta: nel terzo trimestre il Pil è cresciuto del 2%, ma comunque meglio dell’Europa previsto in recessione dello 0,8% a fine anno.

Intanto sul sito del New York Times compare una piccola scritta per il secondo giorno consecutivo: "Financial markets in New York are closed due to the storm". Già, un record Sandy l’ha già battuto e non è quello dei danni: per trovare una due giorni di stop a Wall Street, infatti, bisogna risalire al cosiddetto Great Blizzard del 1888, una tormenta eccezionale che durò per 36 ore.

Non ci riuscirono due guerre mondiali, non la crisi del 1929, né l’uragano Gloria del 1985 né l’attacco alle Torri Gemelle : negli ultimi due casi la borsa newyorkese si fermò per un solo giorno.

Può accadere di tutto, ma la finanza negli States deve comunque andare avanti. The show must go on. Una decisione, quella delle autorità statunitensi, che se non altro ci ricorda come in piena era digitale, e anche nei mercati finanziari, dove ormai dominano i computer e gli ordini si fanno con un clic e non urlando e sbracciando come faceva Dan Aykroyd in Una poltrona per due, gli uomini in carne ed ossa contino ancora qualcosa.

Aprire, comunque, sarebbe stato peggio: le oscillazioni dei prezzi sarebbero state eccessive, secondo alcuni trader intervistati dal Wall Street Journal.

Mercoledì 31 ottobre però deve tornare tutto come prima: verranno diffuse le trimestrali di numerose compagnie che sono state costrette a ritardare la pubblicazione dei conti proprio a causa di Sandy.

Inoltre, è l’ultimo giorno del mese, un giorno speciale per i fondi comuni, fondi hedge e altri investitori che di solito presentano lo status dei loro investimenti.

Venerdì Wall Street aveva chiuso a 13107,21. Il trading è stato sospeso per due giorni, ma non quello sui futures che è rimasto aperto lunedì mattina presto e la sera, indicando una perdita del Dow di 100 punti.

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