Economia

Rilanciare Genova e il suo porto: l'idea di una Zona economica speciale

La proposta, sostenuta dalla Regione Liguria, potrebbe risollevare tutte le attività commerciali di una città ancora ferita dal crollo del Ponte Morandi

Porto_Genova_Ponte Morandi

Giuseppe Cordasco

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A poco meno di due mesi di distanza dal crollo del Ponte Morandi, a Genova continuano a sentirsi con pesantezza le conseguenze economiche di quel tragico disastro. Come noto infatti, il viadotto crollato rappresentava un’arteria stradale fondamentale per la logistica cittadina, e in particolare per il Porto di Genova.

E proprio per risollevare le sorti commerciali di quest’ultimo, e conseguentemente di tutta la città, si sta pensando ora di accelerare i tempi per la creazione di una cosiddetta Zona logistica semplificata (Zls). Una prospettiva sostenuta in particolare dalla Regione Liguria che avrebbe individuato proprio in questa soluzione l’opportunità di rilanciare l’area di "portualità genovese allargata".

È allora il caso di ricordare come l’istituzione delle Zone economiche speciali (Zes) e delle Zls permette di favorire gli investimenti e lo sviluppo territoriale in determinate aree portuali grazie a incentivi di natura fiscale e a regimi procedurali speciali e semplificati.

In Italia sono già  nate due prime Zes: in Calabria a Gioia Tauro, e in Campania a Napoli. Ma cerchiamo di capire meglio cosa prevede in merito la legge e quali potrebbero essere le reali ricadute positive per Genova e il suo porto.

Zes e Zls

Sia le Zes che le Zls sono fenomeni recenti in Italia. Le prime vengono introdotte da una legge del giugno 2017, e vengono definite nell’ordinamento italiano come aree geograficamente limitate identificate nelle Regioni Obiettivo 1 in Europa, che nel nostro Paese corrispondono a quelle del Mezzogiorno.

Al loro interno, le imprese possono beneficiare di speciali incentivi (fiscali, sotto forma di credito di imposta, infrastrutturali e di semplificazioni amministrative) al fine di creare condizioni più favorevoli per gli investimenti e lo sviluppo territoriale.

Le Zls, istituite nel dicembre sempre del 2017, mirano invece a creare condizioni favorevoli allo sviluppo di nuovi investimenti nelle aree portuali delle Regioni non comprese tra quelle del nostro Sud.

Le Zls differiscono dalle Zes in quanto non vi sono incentivi di natura fiscale ma si identificano unicamente nella predisposizione di procedure semplificate ed in regimi procedimentali speciali. Ad oggi, come già accennato, sono nate due Zes in Italia a Gioia Tauro  e Napoli.

I vantaggi per Genova

In questo quadro legislativo, Genova avrebbe dunque le carte in regola per veder nascere nel proprio Porto una Zls. E a spiegare gli effetti positivi di una tale scelta è Juan Torrents, presidente di Femoza, organizzazione non governativa che opera a livello mondiale per supportare proprio la nascita di zone franche e zone economiche speciali.

Secondo le esperienze internazionali già realizzate, “per ogni 100 posti di lavoro in una Zes – spiega Torrents - si è assistito alla creazione di 72 posti di lavoro nella circoscrizione che la ospita e di 137 posti di lavoro in quelle limitrofe”.

Per quanto riguarda poi l’attrazione di investimenti emblematico è il caso della Cina, “dove l’istituzione di Zone economiche speciali – sottolinea ancora Torrents - ha portato a un aumento degli investimenti diretti esteri pro capite del 58%, principalmente sotto forma di imprese industriali estere e orientate all'esportazione”.

Prospettive “italiane”

Come si può evincere, se le Zes rappresentano una novità in Italia, non lo sono certo a livello mondiale. A livello globale ne sono state censite infatti già circa 3500.

Ed è proprio per guidare e rappresentare questo volano di sviluppo economico che è nata la già menzionata Femoza, la Federazione mondiale delle zone franche e delle zone economiche speciali, che opera sotto l’egida dell’Onu.

Tra l’altro, il progetto di Zls a Genova, diventa ora, se possibile, ancora più realistico, alla luce di un accordo esclusivo stipulato in Italia proprio da Femoza con Nomos Value Research.

Quest’ultima è un’azienda che opera da advisor con l’obiettivo trasferire il proprio know-how e la propria esperienza al servizio di Regioni, Città Metropolitane, Autorità di sistema portuale, Pmi e grandi imprese coinvolte proprio dall’istituzione di Zes e Zls nel nostro Paese.

Vedremo se a trarre i primi benefici di questa alleanza potrà essere proprio il Porto di Genova: la città e tutti i suoi abitanti di sicuro non potrebbero che avvantaggiarsene.

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