Renzi: ecco la mia legge di stabilità

Pronta una manovra da 30 miliardi. 16 verranno dalla spending review. 18 miliardi di tasse in meno. 1 miliardo per gli enti locali

Renzi

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante il suo intervento all'assemblea di Confindustria Bergamo alla fabbrica della Persico a Nembro -13 ottobre 2014 – Credits: ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/TIBERIO BARCHIELLI-FILIPPO ATTILI

Redazione Economia

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È arrivato all'Assemblea di Confindustria a Bergamo, alla fabbrica della Persico nel paese di Nembo. Da lì ha fatto i suoi annunci, che hanno iniziato a definire in paletti più chiari (ma ancora tutti da spiegare nelle loro coperture) in cosa consisterà il Documento di economia e finanza (def) di cui si discuterà il prossimo 23 ottobre.

La manovra avrà un valore totale di 30 miliardi di euro "senza un centesimo da nuove tasse", ha detto il premier che ha poi annunciato i punti salienti. Il primo: per oltre la metà i soldi per finanziare la manovra verranno dalla spending review che, fino a pochi giorni fa, sembrava invece essere stata ridotta nelle sue pretese e non di poco.

PER APPROFONDIRE: IL PIANO DI COTTARELLI


Spending da 16 miliardi

Nella legge di stabilità invece, ha annunciato il premier, si parla di "una spending review da 16 miliardi di euro: non l'aveva mai fatta nessuno". Resta però da capire da dove arriveranno altri 14 miliardi di euro a copertura dell'intera manovra.

Ecco, invece, le principali uscite previste:

18 miliardi di tasse in meno

La manovra prevede un taglio di 18 miliardi di tasse rispetto alla Finanziaria del 2014. 10 riguardano il finanziamento in modo stabile del bonus da 80 euro, 500 milioni saranno in detrazioni fiscali per le famiglie, e 7,5 miliardi abbracceranno due misure: gli incentivi che permetteranno per un triennio alle imprese di non pagare contributi per chi fa assunzioni a tempo indeterminato (a loro si sostituirà lo stato e a questi nuovi assunti non sarà però applicato l'articolo 18) e per la riduzione dell'Irap nella sua componente lavoro, misura che da sola vale 6,5 miliardi di euro. "Ho ascoltato le idee di Confindustria e dei sindacati e stiamo facendo una cosa che spero faccia contenta la Camusso e tutti gli altri italiani, cioè stiamo riducendo le tasse ed è la prima volta per l'Italia. Tra la Finanziaria del 2014 e quella del 2015 c'è una differenza di 18 miliardi di tasse in meno'' ha detto il premier. ''Abbiamo promesso che avremmo fatto una Finanziaria senza aumentare le tasse, abbiamo promesso che avremmo fatto una Finanziaria senza penalizzare i più deboli e si sta realizzando"

1 miliardo per gli enti locali

"Vorrei eliminare il patto di stabilità per i Comuni e le Regioni" ma intanto nella legge di stabilità che sarà in consiglio dei ministri mercoledì verrà "liberato spazio per 1 miliardo di euro, il che significa un miglioramento dei margini del 77% a favore degli enti locali". E riguardo il fiscal compact ha dichiarato: "a me non piace ma è stato votato e ora non posso dire che non lo rispetto, è vero che il patto è stupido, ma dobbiamo dimostrare credibilità ai partner europei e ai mercati manterremo gli impegni presi dagli altri governi. Non sforo il 3% ma comunque arrivo al 2,9% e libero 11,5 miliardi. "

Mancano molte altre voci all'appello, per le quali evidentemente servirà aspettare ancora due giorni.


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