ANSA/ LUCA LAVIOLA
Economia

Reddito d'Inclusione, perché è meglio del Reddito di Cittadinanza

Un milione di persone riceve i sussidi alla povertà. Invece di potenziare quelli esistenti, il governo ne introdurrà di nuovi, con un esisto incerto

Più di un milione di italiani già lo riceve, per un importo medio di 305 euro al mese, che sale all’aumentare del numero di familiari a carico. Stiamo parlando del Reddito di Inclusione (Rei), il sussidio alla povertà introdotto nella scorsa legislatura, finanziato con circa 2 miliardi di euro all’anno. 

Il governo Lega-5Stelle, con la manovra economica del 2019, sembra intenzionato a non cancellare questo ammortizzatore sociale, anche se è stato ideato e istituito dalla precedente maggioranza. Tuttavia, l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte sembra intenzionato a stanziare molte più risorse sul Reddito di Cittadinanza, un altro sussidio contro la povertà che ammonterà in media a 780 euro al mese. 

Rodaggio lungo 

Ecco allora che sorge spontaneo un interrogativo: che bisogno c’era di istituire una nuova indennità per i meno abbienti se ne esisteva già una?  La domanda è tutt’altro che campata in aria visto che il Reddito d’Inclusione, prima di entrare a regime, ha avuto un lungo periodo di di sperimentazione e di rodaggio, al termine del quale molti Comuni hanno ancora non poche difficoltà nel gestire tutte le domande. 

Non c’è il rischio che avvenga la stessa cosa con il Reddito di Cittadinanza? Anche questo sussidio, fortemente voluto dal Movimento 5Stelle, rischia di incontrare non poche difficoltà operative. Verrà infatti erogato attraverso i Centri per l’Impiego (gli ex uffici di collocamento) e sarà revocato non appena il beneficiario rifiuterà più di due offerte di lavoro. 

Peccato, però, che i Centri per l’Impiego funzionano poco e male. Intermediano soltanto il 3-4% di tutte le assunzioni, che in Italia si svolgono ancora in gran parte con il passaparola. Non a caso, lo stesso governo ha messo in agenda un potenziamento degli ex uffici di collocamento pubblici, proprio per far partire il Reddito di Cittadinanza. 

Tesoretto da 10 miliardi

Per questo, viene spontanea un’altra domanda:non era meglio allora destinare al Rei tutti i soldi stanziati per il Reddito di Cittadinanza? Per quest’ultimo, il governo Lega-5Stelle è pronto a mettere sul piatto ben 10 miliardi di euro, cioè una somma cinque volte superiore a quella prevista per il Reddito d’Inclusione.

Con ben 10 miliardi di euro in più a disposizione, il Rei sarebbe potuto diventare un sussidio maggiormente generoso, sia per quel che riguarda gli assegni erogati ai poveri, sia nel  numero di persone che beneficiano dell’indennità. E invece, il governo Conte sembra intenzionato a ricominciare tutto da capo, con un nuovo ammortizzatore sociale che la leader della Cisl, Annamaria Furlan, ha definito “fumoso e costoso”. 

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