Economia

Cos'è il Quantitative Easing. La guida

Prima di lasciare la presidenza BCE Mario Draghi rilancia il QE per dar ossigeno alle banche e rimettere in moto l'economia

Mario Draghi

Barbara Massaro

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Ultimo assist all'economia europea da parte di Mario Draghi che, a poche settimane dalla fine del suo mandato alla presidenza della BCE rilancia il Quantitative Easing che, dopo 3 anni, era terminato a fine 2018.

Il tentativo è quello di rimettere in moto l'economia dell'Eurozona fiaccata da crisi tedesca e Brexit grazie all'immissione di maggiore liquidità alle banche.

Liquidità  ottenuta facendo scendere il costo del debito degli stati e i tassi d'interesse.

Cos'è il Quantitative Easing

Se le banche centrali nazionali dispongono di una maggiore quantità di denaro, infatti, sono più disposte a concedere il credito sia alle famiglie sia alle imprese e questo permette a chi produce ricchezza all'interno di una nazione di muovere denaro.

Lo strumento che la Bce fornisce alle banche perché questo accada è, appunto, il cosidetto Quantitative Easing (QE), letteralmente alleggerimento quantitativo.

La Bce, quindi, effettua degli acquisti programmati di titoli finanziari (in particolare bond, cioè obbligazioni, in questo caso per un valore di 20 miliardi al mese) negoziati sul mercato. Si tratta di un'operazione che avviene a intervalli regolari e che permette di immettere nel sistema finanziario nazionale una massiccia dose di liquidità derivata dall'acquisto dei titoli.

Come funziona

Il sistema - a carattere eccezionale - funziona così: la banca centrale emette nuova moneta e quella stessa moneta viene utilizzata dalla banca centrale per l'acquisto di titoli.

In questa maniera il prezzo dei titoli sale e il loro rendimento scende. L'acquisto dei titoli, in ogni caso, aumenta la liquidità e i tassi d'interesse vengono abbassati offrendo più moneta e riducendo il costo dei prestiti.

Mercati, investitori e imprese ritrovano fiducia (grazie a un accesso al credito più facile) e l'economia torna a girare. A prova dell'entusiasmo degli operatori basti vedere come hanno reagito le borse alla nuova tornata di QE con Milano che svetta spinta (+0,88%) dalle banche e lo spread che cala sotto quota 140, ai minimi dal maggio 2018.

Draghi e il QE

Non è la prima volta che Mario Draghi utilizza lo strumento del QE per spingere sull'acceleratore dell'Eurozona.

Dal 2015 al 2018 ogni mese la BCE ha immesso sui mercati 30 miliardi di euro per l'acquisto di titoli. Ora Draghi rilancia e concede una nuova possibilità all'economia della zona euro sperando che la Germania traini il treno della crescita di tutta l'UE.

Gli effetti negativi

Se la maggiore liquidità aumenta l'ottimismo e produce investimenti l'eccessiva quantità di denaro in circolazione ha anche effetti negativi.

Il carattere transitorio della QE è dovuto al fatto che la moneta in eccesso causa svalutazione della medesima e eccessiva inflazione.

Inoltre la banca centrale non può obbligare gli istituti di credito a concedere prestiti con più facilità e resta discrezione della singola banca l'eventuale concessione di denaro a credito a famiglie e investitori

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