Quali sono i rischi più grandi per gli investitori nel 2019

Il capo economista di Market Securities svela come prepararsi per affrontare un anno complesso

Previsioni

Previsioni 2019 - 22 ottobre 2018 – Credits: iStock - Natali_Mis

Stefania Medetti

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Christophe Barraud, capo economista di Market Securities, broker indipendente specializzato in una vasta gamma di prodotti finanziari, è considerato uno fra i più accurati esperti mondiali di previsioni. Per sei anni consecutivi, infatti, Bloomberg ha classificato le sue previsioni come quelle più accurate per l'economia statunitense. Barraud, inoltre, ha conquistato il primo posto nelle previsioni dell'Unione Europea dal 2015 ed è stato il più preciso in Cina nel 2017.

Un periodo di grande incertezza

L’esperto, come racconta a Business Insider in un’intervista esclusiva, sa che le previsioni si possono fare solo a breve scadenza. Dunque, per quanto sia convinto che la prossima recessione americana non accadrà prima del 2021, è in grado di fare dei pronostici piuttosto precisi sui prossimi nove - dodici mesi, per cui prevede un periodo "molto impegnativo" e caratterizzato da parecchia incertezza. Ecco quali sono le aree a cui prestare attenzione.

La guerra commerciale Usa - Cina

I riflettori sono puntati sulla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Gli Stati Uniti hanno imposto tariffe per 250 miliardi di dollari sui beni cinesi. Per tutta risposta, la Cina ha annunciato tariffe per 110 miliardi di dollari sulle esportazioni americane. Secondo Barraud, le aspettative per la crescita del commercio globale sono un po’ troppo ottimistiche. L’esperto, infatti, è convinto che la maggior parte degli economisti non tenga nel dovuto conto l'impatto delle tariffe e il fatto che potrebbero esserci effetti negativi sulla crescita del commercio globale. 

Le istituzioni sono troppo ottimiste

E’ vero che, in parte a causa della guerra commerciale, istituzioni come il Fondo Monetario Internazionale e l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico hanno ridimensionato le aspettative per il prossimo anno, ma Barraud ritiene che le stime siano ancora troppo positive. Lo dimostra, per esempio, il fatto che le case automobilistiche americane abbiano già evidenziato gli effetti negativi delle tariffe sulle importazioni di acciaio e alluminio negli Stati Uniti e Ford, nel tentativo di tagliare i costi, ha già annunciato dei licenziamenti. Se Trump dovesse lanciare una nuova ondata di tariffe sul settore automobilistico, l’impatto negativo graverà di più sull'economia globale, ma gli Stati Uniti non saranno certo risparmiati. 

Fed: nuovi aumenti all'orizzonte

Anche se i mercati tremano alla prospettiva di maggiori costi di finanziamento e il presidente Donald Trump scoraggia pubblicamente la banca centrale, Barraud e il suo team prevedono che nei prossimi nove mesi avverranno altri tre rialzi dei tassi e un quarto potrebbe aver luogo dopo il giugno 2019. Le scelte della Fed, dunque, potrebbe rallentare la crescita. Per contro, come ha rilevato The Economistil livello di tassi attuale lascia poco spazio di manovra per affrontare anche una lieve recessione.

L’effetto del prezzo del petrolio e del Pil americano

Sullo scenario allargato grava anche il rischio di un forte aumento dei prezzi del petrolio causato dalla bassa capacità di riserva globale, dalle sanzioni sulle esportazioni iraniane e dall'incertezza politica in Arabia Saudita. La crescita del Pil degli Stati Uniti potrebbe rallentare da circa il 3% di quest'anno al 2,5% nel 2019. Pur non essendo uno scenario drammatico, questa prospettiva ha comunque i numeri per innescare episodi di volatilità nei mercati finanziari se gli investitori dovessero pensare che questo ciclo abbia raggiunto il picco massimo. 

Le scelte finanziarie immediate

Se la Fed dovesse aumentare i tassi, il 2019 potrebbe essere un anno difficile per i titoli di stato del governo americano, che si indeboliscono quando aumentano i tassi di interesse. Per quanto riguarda le azioni, invece, l’esperto suggerisce di preferire gli Stati Uniti all’Europa. Perché le grandi economie come l'Italia, la Germania, la Francia e il Regno Unito affrontano un'incertezza politica maggiore rispetto a quella degli Stati Uniti con le elezioni di medio termine.

Per saperne di più

- Pil, perché arriverà una nuova recessione

- Pil, perché in Italia rallenta


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