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Economia

Produzione industriale calo record: -1,4%. Tutti i numeri della crisi

A trainare verso il basso è il settore automobilistico. Male anche la produzione di beni intermedi, energia e trasporti. Un dato così negativo non si vedeva dal 2012

Mai così male dal 2012. L'annus horribilis della produzione industriale italiana si è chiuso con un preoccupante segno meno per l'industria italiana che si trova tecnicamente in recessione.

I dati Istat parlano chiaro: nel quarto trimestre del 2019 la produzione industriale in Italia è scesa in termini congiunturali dell'1,4% seguendo il calo dei trimestri precedenti. Su base annua il calo, rispetto al 2018, è stato del 1,3% , mentre il dato corretto per gli effetti del calendario registra una flessione del 4,3%.

Rispetto a novembre il calo di dicembre è stato del 2,7%, il tracollo più forte da gennaio del 2018.

A trainare in territorio negativo tutto il comparto industriale italiano è stato il settore automobilistico che ha segnato un calo del 13,9%, ovvero il ribasso più forte dal 2012.

Male anche la produzione di beni intermedi (-6,6%), l'energia (-6%), i beni strumentali (-4,7%) e la produzione di beni di consumo (-0,8%). Più nello specifico crolla il tessile (-4,6%), la fabbricazione di mezzi di trasporto (-4,4%) e la metallurgia (-4,1%). Pesante il calo della fabbricazione di macchinari che nel 2019 ha segnato un -2,9%.

Gli unici comparti che registrano incrementi tendenziali sono la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (+5,3%), bevande e tabacco (+2,9%) e la produzione alimentare (+3%) con il cibo made in Italy che resta l'ultimo baluardo di ricchezza del Paese.

Coldiretti sottolinea come la controtendenza dell'agroalimentare debba essere cavalcata con ulteriori incentivi allo sviluppo del settore: "Il cibo – sottolinea Coldiretti – è diventato la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare estesa, dai campi agli scaffali e alla ristorazione, che raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del PIL ed offre lavoro a 3,8 milioni di occupati".

Codacons, invece, sottolinea come il tracollo dell'industria italiana sia preoccupante e come la crisi della produzione vada a pesare in modo drastico su Pil e occupazione.

«Sulla situazione nera dell'industria – spiega Condacons - pesa senza dubbio la crisi dei consumi che si registra da tempo in Italia, con gli acquisti delle famiglie sostanzialmente fermi: non a caso i beni di consumo registrano a dicembre un crollo del -0,8%, mentre rispetto al 2018 crescono appena del +0,3%».

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