Economia

Privatizzazioni: le promesse di Monti e la spending review

Il premier annuncia un piano di vendita dei gioielli di stato, che però è già previsto dal decreto sulla spesa pubblica

Il presidente del consiglio, Mario Monti (Credits.LaPresse)

“Il governo lavorerà nel prossimo semestre alla dismissione di parti del patrimonio pubblico per ridurre il debito”. E' la promessa del premier Mario Monti che, in un'intervista al settimanale Tempi, ha rilanciato le tante attese privatizzazioni , considerate da molti una tappa obbligata per rimettere in  sesto i conti dello stato. In realtà, il presidente del consiglio non ha detto niente di nuovo poiché il processo di privatizzazione è già partito, almeno sulla carta, con le ultime disposizioni contenute nella spending review, il decreto per la revisione di tutte le voci di spesa statale, che è divenuto legge il 14 agosto scorso, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

TUTTO SULLA SPENDING REVIEW

Nel Titolo V bis del decreto ci sono 6 lunghi articoli in cui, oltre alla vendita dei gioielli di stato (partecipazioni azionarie e immobili) sono state inserite alcune disposizioni minori come l'accorpamento di alcuni enti, la riduzione degli organici nel ministero dell'Economia e l'erogazione dei Tremonti Bond a favore del Monte dei Paschi di Siena. Ecco, di seguito, una panoramica sulle misure approvate.

CESSIONI DEL TESORO (ARTICOLO 23 BIS).

Sono previste le prime privatizzazioni di società pubbliche, che porteranno nelle casse dello stato circa 10 miliardi di euro entro il prossimo anno. Si tratta di  Sace, partecipata al 100% dal Tesoro e attiva nel settore delle assicurazioni sul credito,  Fintecna che ha un business abbastanza diversificato e gestisce un ingente patrimonio immobiliare in tutta Italia (attraverso la controllata Fintecna Immobiliare) e Simest, società che promuove l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Non ci sarà la vendita diretta  delle aziende ai privati ma una cessione alla Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), che probabilmente  ricollocherà le quote sul mercato nei prossimi anni. La Cdp avrà un'opzione di acquisto sulle tre società e pagherà al Tesoro un acconto iniziale pari al 60% del loro patrimonio netto, per poi saldare il resto negli anni successivi.

VENDITA DI IMMOBILI PUBBLICI (ARTICOLO 23 TER).

Nella parte finale della spending review ci sono i primi tasselli di un piano di vendita degli immobili pubblici, che però potrà partire definitivamente non prima del prossimo autunno. Il governo promuove la costituzione di uno o piu' fondi d'investimento immobiliari, a cui trasferirà terreni o fabbricati di proprieta' dello stato da rivendere o valorizzare sul mercato. Le risorse derivanti da questa operazione, che rimangono per adesso un'incognita, saranno utilizzate per ridurre il debito pubblico.

FUSIONE TRA GLI ENTI PUBBLLICI (ARTICOLO 23 QUATER).

Una cura dimagrante è prevista per alcuni enti dello stato centrale. L'amministrazione dei Monopoli di Stato sarà fusa con l'Agenzia delle Dogane, mentre l'Agenzia del Territorio (cioè il Catasto) sarà accorpata a quella delle Entrate. Il  passaggio del personale e delle risorse finanziarie tra un ente e l'altro avverrà entro la fine dell'anno, con la garanzia per i dipendenti trasferiti di mantenere gli stessi requisiti retributivi e previdenziali di prima. Entro il prossimo 30 ottobre, comunque, il ministro dell'Economia presenterà una relazione al Parlamento sulle fusioni.

RIDUZIONE DEGLI ORGANICI MINISTERIALI  (ARTICOLO 23 QUINQUIES).

Vengono programmati dei tagli al personale delle agenzie fiscali e del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) oltre a quelli già stabiliti con gli altri capitoli della spending review. Nel titolo V bis del decreto sul contenimento della spesa pubblica, si stabilisce che il rapporto tra dirigenti e impiegati di alcune amministrazioni non deve superare determinati livelli (per esempio, deve essere di 1 a 20 nel Ministero dell'Economia e all'Agenzia delle Entrate, di 1 a 40 nelle altre agenzie fiscali e di 1 a 15 nell'Agenzia delle Dogane).

I BOND PER IL MONTE DEI PASCHI (ARTICOLO 23 SEXIES).  

Il ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) sottoscriverà nuovi strumenti obbligazionari emessi dal gruppo Monte dei Paschi di Siena, per consentire all'istituto toscano un rafforzamento patrimoniale secondo le regole dell'European Banking Authority (Eba), l'autorità che vigila sul settore bancario in Europa. Si tratta di una riedizione dei Tremonti Bond per un valore complessivo massimo di 3,9 miliardi di euro, di cui almeno 3 verranno restituiti dalla banca entro il 2015.

PER OSCAR GIANNINO CI VOLEVA PIU' CORAGGIO

PERCHÈ NON È QUESTA LA STRADA GIUSTA

© Riproduzione Riservata

Commenti