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ANSA/FABIO CAMPANA
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Economia

Precari della Pa, chi verrà assunto e chi no

Posto fisso in vista per 50mila impiegati con contratto a termine da più di tre anni, soprattutto negli enti locali. Esclusi i sanitari e l'istruzione

Le stime più accreditate calcolano almeno 50mila persone. Sono i precari della pubblica amministrazione che, con i prossimi decreti legislativi che verranno approvati dal governo, intravedono la possibilità di essere finalmente assunti in maniera stabile. Ma chi sono questi precari che possono sperare nel tanto agognato posto fisso? Ecco, di seguito una panoramica su chi sarà assunto e chi no (CLICCA SU AVANTI).

Tre anni di servizio

Il requisito principale per l'assunzione è aver prestato servizio per più di tre anni nella pubblica amministrazione (Pa) con contratti a termine o precari come le collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co) o il lavoro su somministrazione. Una sentenza della Corte di Giustizia Europea ha infatti stabilito che la Pa italiana non può assumere (come invece ha fatto in passato) il personale con contratti precari per più di tre anni. Nel settore privato questa prassi è infatti vietata per legge e i giudici comunitari hanno stabilito che debba essere proibita anche nel pubblico impiego (CLICCA SU AVANTI).

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Necessaria una selezione

L'assunzione scatta in automatico solo per i precari della pubblica amministrazione che hanno prestato più di tre anni di servizio e hanno già superato negli anni scorsi anche un'apposita selezione. Discorso diverso per chi, invece, a suo tempo è stato reclutato con chiamata diretta. In questo caso, l'assunzione non è automatica ma i precari avranno diritto al 50% dei posti disponibili nei concorsi (CLICCA SU AVANTI).

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Scuola e sanità escluse

La maggior parte dei precari che verranno assunti (oltre il 70%) è alle dipendenze degli enti locali come le Regioni, le Province e i Comuni. Sono infatti esclusi dai prossimi reclutamenti i dipendenti del settore istruzione, che già sono interessati da altre misure contro il precariato contenute nella riforma della Buona Scuola. Esclusi anche i dirigenti di qualsiasi settore e il personale sanitario (medici, infermieri e tecnici), che dovrebbe essere interessato prossimamente da nuovi concorsi straordinari (CLICCA SU AVANTI).

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