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ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images
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Economia

Poste Italiane, 5 cose da sapere sulla quotazione in borsa

Boom di richieste di titoli. Prezzo fissato a 6,75 euro. Debutto il 27 ottobre. Per lo Stato 3,4 miliardi di incasso. Ecco i dettagli

Boom di richieste per il collocamento delle azioni del Gruppo Poste Italiane. In pochi giorni, la domanda di titoli ha registrato un volume pari circa 3,35 volte l'offerta. Il prezzo di collocamento è stato fissato a 6,75 euro. La data del collocamento in Borsa è prevista per il 27 ottobre subordinatamente al provvedimento di Borsa Italiana, per lo stesso giorno è fissato il pagamento delle azioni. Ecco, di seguito, 5 cose da sapere sullo sbarco a Piazza Affari della società guidata da Francesco Caio.

La quotazione

Sul mercato andrà fino al 38,2% del capitale, per un totale di 453 milioni di azioni, con un tetto al possesso azionario fissato al 5%, e con quote "rilevanti" riservate sia ai dipendenti sia al mercato retail dei piccoli risparmiatori per favorire una ampia area di azionariato popolare. Nel dettaglio: il 70% dell'offerta globale (317,1 milioni di azioni) è destinata agli investitori istituzionali e il 30% (135,9 milioni di azioni) al pubblico indistinto e ai dipendenti del Gruppo.

In caso si esercitasse l'opzione Greenshoe (45,3 milioni agli azionisti istituzionali), entro 30 giorni, l'offerta risulterebbe complessivamente allocata per il 72,7% agli azionisti istituzionali e per il 27,3% all'offerta pubblica.

Sono 26.234 i dipendenti di Poste italiane che hanno richiesto di sottoscrivere le azioni su un totale di 303.536 soggetti.



Il prezzo delle azioni e il valore dell'azienda

Fissato il prezzo di collocamento a 6,75 euro (ovvero nel mezzo del range fissato in prospetto che era tra 6 e 7,5 euro), Poste italiane viene valutata in termini di capitalizzazione di Borsa 8,816 miliardi. Visto che la parte di capitale collocata in borsa sarà nell'ordine del 38%, l'ipo avrà dunque un valore complessivo intorno ai 3,3 miliardi di euro (compresa la greenshoe): un tesoretto che entrerà direttamente nelle casse dello stato, per l'abbattimento del debito pubblico, come ha assicurato il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan: "Le risorse ottenute dalla valorizzazione vanno all'abbattimento del debito pubblico - ha spiegato Padoan - e contribuiscono al processo virtuoso di diminuzione del rapporto debito/Pil".

Leggi anche: Poste Italiane, il business

I dati di bilancio

Il gruppo Poste Italiane ha chiuso il primo semestre del 2015 con un fatturato di oltre 13,8 miliardi di euro, in  crescita rispetto ai 12.8 miliardi realizzati nello stesso periodo del 2014. L'utile netto è stato invece di 465 milioni, contro i 222 milioni del primo semestre dell'anno precedente.

Leggi anche: Pro e contro dello sbarco in borsa

Il piano industriale

Ha fatto discutere nei mesi scorsi il piano di ristrutturazione messo in cantiere dal nuovo amministratore delegato delle Poste, Francesco Caio. Per non perdere la redditività, il gruppo prevede un aumento delle tariffe e la consegna della corrispondenza a giorni alterni (cioè non più quotidianamente) nei piccoli paesi. Sono previsti inoltre la soppressione di molti piccoli sportelli e un taglio al personale per 3.500 unità, grazie soprattutto a pensionamenti e prepensionamenti.

Gli advisor finanziari

A portare il gruppo Poste Italiane in borsa, nel ruolo di consulenti dell'operazione (advisor), saranno Rothschild e lo studio legale internazionale Clifford Chance. C'è poi un gruppo di global coordinator, cioè di banche che si occuperanno del collocamento delle azioni sul mercato. Si tratta di Bank of America-Merrill Lynch, Citi, IntesaSanPaolo, Mediobanca e Unicredit.


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