Pil 2015: +0,6% rispetto al 2014

Risultati inferiori alle attese. La crescita annuale è la prima positiva dal 2011. Ma l'ultimo trimestre dell'anno registra una frenata dell'industria

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Il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan – Credits: ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Redazione Economia

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Frena la crescita italiana nella parte finale del 2015, deludendo le attese. Ma su base annua, il Pil torna in segno positivo dopo tre anni di segno meno.

Il dato trimestrale
Nel quarto trimestre dello scorso anno, secondo la stima preliminare dell'Istat, il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente risultando quindi inferiore rispetto alle previsioni dello stesso Istituto di statistica che a dicembre prevedeva "un +0,2%, con un intervallo di confidenza compreso tra 0 e +0,4%".

La variazione congiunturale, spiega l'istituto di statistica, è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell'industria e di aumenti in quelli dell'agricoltura e dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte), più che compensato dall'apporto positivo della componente estera netta.

Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,2% negli Stati Uniti e in Francia e dello 0,5% nel Regno Unito.

Le stime per il 2015
Con la chiusura dei quattro trimestri, l'Istat fornisce anche la prima stima dell'intero 2015 (quella ufficiale arriverà a marzo): la variazione annua del Pil, calcolata su dati trimestrali grezzi, è pari allo 0,7% (ma scende allo 0,6% se si corregge il dato per gli effetti di calendario), inferiore al +0,9% indicato dal governo nella nota di aggiornamento al Def e anche alla previsione dello 0,8% indicata a dicembre dall'Istat stesso in termini di variazione annuale del Pil non corretto per gli effetti di calendario.

Nel 2015 comunque il Pil torna al segno positivo dopo tre anni consecutivi in negativo (-2,8% nel 2012; -1,7% nel 2013; -0,4% nel 2014): si tratta inoltre del dato migliore dal 2011 quando si era registrata una crescita pari allo 0,6%. La variazione acquisita per il 2016 è pari al +0,2%.

A rilevare segnali di rallentamento sul finale dell'anno è anche un'analisi dei settori industriali a cura di Prometeia e Intesa Sanpaolo secondo cui l'industria italiana chiude il 2015 con una crescita annua del fatturato superiore al 2,5% e diffusa a tutti i settori (con le sole eccezioni di metallurgia e intermedi chimici). "Sul finire dell'anno sono emersi segnali di rallentamento delle vendite sull'estero - si legge - il moltiplicarsi di fattori d'incertezza a livello internazionale ha portato a una progressiva perdita di slancio delle esportazioni italiane su alcuni mercati di sbocco". Nel complesso, conclude, "il fatturato nel 2016 beneficera' di una buona tenuta dei consumi e di una accelerazione degli investimenti". (AGI)

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