Economia

Surroga, quando cambiare mutuo conviene

Complice il rientro del "caro spread", i tassi attuali sui mutui sono crollati a livelli mai visti prima. Con il fisso sotto il 3%. Ma l'affare non è per tutti

Surroga

Zornitza Kratchmarova

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Surroga si o surroga no? La domanda è lecita, anzi necessaria. Perché i tassi attuali sono davvero ghiotti! Complice il rientro del “caro spread” che negli anni della grande crisi era arrivato a livelli doppi, se non tripli, rispetto agli attuali. E pure in quelli precedenti, salvo rari casi, non si erano mai viste offerte simili. Soprattutto sul tasso fisso. Ma andiamo con ordine. 

La possibilità di cambiare mutuo da banca a banca, senza costi di alcun tipo, che si tratti di perizia, notaio o altro perché a sobbarcarseli è la “nuova” banca, è prevista dal 2007 dal decreto Bersani-bis sulle liberalizzazioni dei servizi. E vale per tutti. Unico obbligo: l’importo residuo del mutuo deve rimanere invariato. Mentre tasso e durata possono cambiare. E anzi, vista la briga che ci si prende per fare il tutto, sarebbe proprio il caso che cambino.  

Sia chiaro: le banche non sono obbligate a concedere surroghe. Ma, visti i chiari di luna del mercato con la redditività del trading sui titoli di Stato (loro hobby preferito!) crollata allo “zero virgola” e tendente allo “zero tondo”, è assai probabile che lo facciano. Con i mutui, surroghe comprese, ci guadagnano comunque di più. 

E quindi? Rispolverate i vostri contratti di mutuo e fate due conti. Potreste scoprire che risparmiare (e parecchio) è possibile. Non per tutti, però. Se vi mancano pochi anni all’estinzione del mutuo, tipo 2-3 su un totale di 20, tanto vale che restiate dove siete. Perché in Italia vige la regola “alla francese” ossia il piano di ammortamento del mutuo carica la maggiore parte degli interessi dovuti alla banca nella prima metà degli anni previsti dal contratto e dunque vi ritrovereste a pagare perlopiù la banca per il disturbo e non a estinguere il capitale residuo. 

Il discorso è diverso per chi si trova ancora lontano, lontanissimo dal traguardo e magari abbia un mutuo a tasso fisso. Oggi il cambio fisso per fisso può rivelarsi assai vantaggioso e a metà prezzo! Ai primi del 2000, ma anche negli anni 2012-2013, il fisso quotava abbondantemente sopra il 5-6%, a volte persino 7%, oggi lo si trova tranquillamente sotto il 3%! Non a caso stando ai dati MutuiOnline nel primo trimestre 2015 il 52,5% delle erogazioni totali sono state a tasso fisso contro il 43,9% a tasso variabile, il 3,8% a tasso misto e l’1,6% a tasso variabile con cap. 

Altra dritta: non escludete il variabile a prescindere. Oggi costa in media la metà rispetto al fisso e se vi mancano meno di 10 anni alla fine del mutuo è assai probabile che vi convenga. Merito di Super Mario Draghi e del suo quantitative easing che durerà almeno fino a settembre 2016 ma è assai probabile che continui anche oltre. Stati Uniti, docet. 

Ultima dritta: la surroga non è l’unica strada per risparmiare sulla rata mensile. Chiedete alla vostra banca di rinegoziare le condizioni di partenza del mutuo. Non è obbligata a farlo. Ma se l’alternativa è perdere il cliente è facile che accetti un compromesso. 

P.s. Stando al Crif lo scorso aprile la domanda totale di mutui da parte delle famiglie italiane ha registrato un balzo del 71,9% sull’aprile 2014. Roba mai vista negli anni recenti! Siamo quasi ai livelli pre-crisi. Ottima notizia, direi.  

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