Overnight, tutto in una notte. In banca, ovviamente

Tutto in una notte, o quasi. Dove? Ma in Borsa ovviamente. O almeno è questo ciò a cui ci si riferisce ogni volta che si usa la parola “overnight”. Se ne parla a proposito di depositi overnight, ovvero che …Leggi tutto

Zornitza Kratchmarova

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Tutto in una notte, o quasi. Dove? Ma in Borsa ovviamente. O almeno è questo ciò a cui ci si riferisce ogni volta che si usa la parola “overnight”. Se ne parla a proposito di depositi overnight, ovvero che vanno estinti il primo giorno lavorativo successivo a quello in cui sono stati costituiti. Durano 24 ore, insomma. E sono tra gli strumenti principali usati per i prestiti interbancari. In soldoni: le banche che hanno liquidità la prestano a brevissimo termine (di solito un giorno per quello successivo) alle altre che sono a secco.

Il tasso overnight, invece, è un indicatore importante che indica quanti soldi ci sono sul mercato. Un tasso alto significa che ce ne sono pochi o, meglio, che chi ce li ha se li tiene e non li presta. Quando la situazione si paralizza perché c’è talmente tanta paura sul mercato che nessuno presta più i soldi a nessun altro, le banche possono bussare pure alla porta della Banca centrale europea accedendo al cosiddetto marginal lending facility.

Tranquilli. Niente di pericoloso. Si tratta ancora una volta di un prestito overnight ma accordato a un tasso record del 2,25%. Il «bancomat» di Francoforte non è conveniente, ma sono in tanti a prenderlo comunque d’assalto. A fine ottobre la richiesta «per una notte» era salita a quota 4,8 miliardi di euro, ai massimi dall’inizio dell’anno.

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