Mimmo Costanzo: Il costruttore che i lavori li finisce in anticipo

Mimmo Costanzo, a capo della Cogip, consegnerà a luglio un lotto dell’A3 accorciando di 12 mesi i tempi previsti. E l’Anas ringrazia

Credits: Imagoeconomica

Zornitza Kratchmarova

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Verrà consegnata a luglio con un anno d’anticipo rispetto ai termini prestabiliti la tratta dell’A3 tra Morano Calabro e lo svincolo di Campotenese: 11,1 chilometri in tutto sulla famigerata autostrada Salerno-Reggio Calabria. Con un risparmio stimato per l’Anas in 30 milioni di euro su un totale di 300 circa. Un miracolo? «Niente affatto» dice a Panorama Mimmo Costanzo, 51 anni, a capo della Cogip che controlla al 50 per cento la Tecnis (il resto è nelle mani di Concetto Bosco) e parla di un cantiere aperto da 3 anni 24 ore al giorno, con 400 persone tutte in organico Tecnis. «C’è chi ci apostrofa come l’azienda degli operai» sorride «ma il controllo integrato ci permette di tenere sotto controllo tempi e costi».

Salito agli onori della cronaca nel marzo 2012 per avere fatto finire dietro le sbarre cinque capifamiglia della ’ndrangheta in seguito a una denuncia per pizzo, per un cantiere sulla Statale 106 Ionica, Costanzo è un costruttore anomalo. Catanese, a 31 anni entrava nella giunta dell’allora sindaco Enzo Bianco come assessore al Bilancio. Solo nove anni più tardi, nel 1996, avrebbe fondato la Cogip, che ha archiviato il 2011 con 435 milioni di euro di valore di produzione (+155 per cento sul 2010) e un migliaio di dipendenti. Non male a fronte delle perdite a doppia cifra del settore costruzioni. Per la Cogip grandi opere, ma non solo. Nel 2010 Costanzo ha lanciato la CogipPower, che investe in energie verdi e nel solo fotovoltaico ha in portafoglio 56 megawatt di potenza installata, pari al fabbisogno di 2 mila famiglie circa. «Ma stiamo diversificando anche nelle biomasse e nella geotermia» continua l’imprenditore, che sul fronte rinnovabili punta sull’Est Europa, con una sede aperta in Ucraina. Mentre per le costruzioni guarda al Maghreb (ha una consociata in Tunisia) e al Brasile.

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