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Economia

Limiti ai pagamenti in contanti: tutte le novità del 2020

Nuove soglie, vincoli più stretti e multe salate per chi trasgredisce. Da luglio cambia tutto

La crociata contro l'evasione fiscale del Governo Pd-M5S passa anche dalla lotta all'utilizzo di contanti. A partire dal primo luglio – come stabilito dalla legge di Bilancio 2020 – il nuovo tetto per i pagamenti in contanti è fissato a 2.000 euro (prima era 3.000). Sopra tale soglia ogni forma di trasferimento di denaro deve avvenire in maniera tracciabile, ovvero tramite bancomat, carta di credito o bonifico bancario.

Per i trasgressori (entrambe le parti) sono previste sanzioni che vanno da 3.000 a 50.000 euro. Si intendono inclusi anche i prestiti e le cessioni di denaro tra parenti. Inoltre l'intero ammontare dello stipendio sia esso dipendente, da collaboratore occasionale o come membro di cooperativa deve essere accreditato tramite bonifico bancario senza eccezione alcuna.

La scelta dell'esecutivo (che va in direzione opposta alla linea che invece era stata presa dal Governo Lega-M5S che studiava l'ipotesi della totale abolizione di ogni limite all'uso del contante) si inserisce nel cosiddetto "piano per la rivoluzione Cashless". L'idea è quella di ridurre in maniera progressiva la circolazione di denaro contante in modo da arginare riciclaggio, corruzione e, chiaramente, evasione fiscale. In questo senso va anche inscritta la nuova regola che riguarda le detrazioni fiscali al 19% per godere delle quali il trasferimento di denaro dovrà essere effettuato in maniera tracciabile. Si parla di molte voci di spesa quotidiana di tutte le famiglie che vanno dagli asili nidi alle spese mediche specialistiche, dal veterinario alle spese scolastiche. Restano detraibili anche con il pagamento in contanti solo e soltanto i medicinali e i dispositivi medici come occhiali, lenti a contatto, siringhe, termometri, test di gravidanza e le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al SSN.

Il tema dei pagamenti in contanti è da sempre piuttosto controverso e fonte di discussione sia a livello politico sia a livello economico. Se è vero infatti che esistono grandi Paesi (la Germania in primis) che hanno un basso livello d'evasione fiscale senza alcun vincolo all'uso del contante è anche vero che dove è alta la corruzione e il riciclaggio e dove la criminalità si muove e sviluppa a suon di banconote ridurre il denaro in circolazione può produrre dei vantaggi. E' altrettanto vero, però, che lo stop al contante va a danneggiare soprattutto le categorie più deboli della società: gli anziani e coloro che non hanno neppure un conto corrente ugualmente costretti ad adeguarsi a norme che comportano costi aggiuntivi e che gravano sul già basso tenore di vita. Anche la Bce ha espresso dubbi in merito al limite al contante sostenendo: «Mentre in uno Stato membro possono esistere in generale altri mezzi legali di estinzione dei debiti pecuniari diversi dai pagamenti in contanti, la loro disponibilità in tutti gli strati della società a costi comparabili con i pagamenti in contanti dovrebbe essere verificata con attenzione dalle autorità nazionali competenti»

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