Fmi: "La ripresa resta fragile"

Doccia gelata del Fondo Monetario Internazionale: la disoccupazione è a livelli "inaccettabili", occorrono misure "rapide e coraggiose". Il ministro dell'Economia Padoan contro l'evasione fiscale: serve una repressione sistematica del fenomeno. 

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. (Credits: Alberto Pizzoli-Afp)

"Bisogna reprimere e sanzionare in maniera sistematica ogni forma di evasione". Lo ha detto il ministero dell'Economia Pier Carlo Padoan parlando alla scuola di polizia tributaria della guardia di Finanza aggiungendo che “il contrasto all’illegalità, alla corruzione e all’evasione fiscale è al centro dell’azione del governo”. Nell'occasione della chiusura dell'anno accademico della scuola, è stato anche firmato un protocollo tra Ocse e Guardia di Finanza per creare un centro d’eccellenza per lo studio e il contrasto dei crimini fiscali. Si chiamerà “International Tax Crime Investigation” e servirà per approfondire i meccanismi delle frodi fiscali le cui dimensioni, ha aggiunto Padoan, “sono tali da imporre azioni efficaci nella considerazione della delicatezza della congiuntura economica”. Anche se, ha ammesso il ministro “non esistono stime precise del fenomeno”.

Padoan non ha potuto non fare riferimento anche ai recenti fatti di cronaca che hanno visto indagato per corruzione il comandante in seconda della Guardia di Finanza, il generale Vito Bardi, e l’arresto per concorso in concussione, del comandante provinciale delle Fiamme Gialle di Livorno Fabio Massimo Mendella. Il ministro ha espresso “vicinanza” al corpo “nel fare chiarezza verso comportamenti e responsabilità individuali”.

Tornando all'evasione, per combattere la quale il ministro ha parlato anche di "ulteriori misure", Padoan ha però aggiunto, riprendendo quanto detto ieri dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che "è necessario introdurre misure per migliorare i rapporti tra il fisco e i contribuenti" come, ad esempio, l'invio delle dichiarazioni dei redditi precompilate, una di quelle semplificazioni che il governo ha varato in attesa di una vera e propria riforma del fisco, più volte annunciata. 

E che l'Italia debba proseguire (o iniziare, a seconda dei punti di vista) sulla strada delle riforme lo ha ribadito il Fmi, al termine, ieri, della visita in Italia. Nella conferenza stampa di chiusura della visita i toni usati non sono stati entusiastici. Il tasso di disoccupazione è stato definito a un livello "inaccettabile"; la ripresa è "fragile" e richiede "interventi di politica economica rapidi e coraggiosi". Quali? E' lo stesso Fondo Monetario Internazionale, in una nota, a suggerire "un riequilibrio di bilancio volto a ridurre le aliquote fiscali e ad aumentare la spesa produttiva". Ed è lo stesso Padoan a commentare che quelli del Fmi non sono "pieni voti, ma buoni" perché c'è "un grande riconoscimento e incoraggiamento" a proseguire sulla strada intrapresa, che prevede anche il completamento del programma di privatizzazioni.

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