Telecom Italia è "spazzatura": ecco perché

Nella notte il declassamento da parte dell'agenzia di rating Moody's: le dimissioni del presidente Bernabé un segnale negativo

La sede di Telcom Italia a Milano (Credits: CARLO CARINO / Imagoeconomica)

Redazione

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Il giudizio è arrivato nella notte: l'agenzia di rating Moody's ha declassato la capacità di Telecom Italia di restituire il suo debito ai creditori da Baa3 a Ba1, ovvero a un livello che in gergo tecnico si definisce junk, spazzatura. Insomma, la società è in condizione talmente complesse e preoccupanti da non essere in grado di onorare gli impegni presi sul mercato.

Ma cosa ha indotto Moody's a giudicare così pesantemente Telecom Italia? Le dimissioni di Franco Bernabè , presidente del gruppo, hanno aumentato "l'incertezza per quanto riguarda la capacità della società di rafforzare il proprio bilancio in misura sufficiente a mitigare la tendenza al calo nelle sue entrate nazionali e del margine operativo lordo".

Insomma, Bernabé si è dimesso, lui voleva un aumento di capitale subito a cui il cda ha risposto no, e ora Moody's dubita che le già precarie condizioni di salute di Telecom Italia possano migliorare.

La società ha risposto con una nota ribadendo la propria solidità a livello industriale e finanziario: "Il Gruppo è solido dal punto di vista sia industriale sia finanziario, come dimostrato dalla generazione di cassa (espressa come differenza fra margine operativo lordo ed investimenti), che negli ultimi 5 anni è stata pari a 32 miliardi di Euro. Nello stesso arco di tempo, a fronte di 25 miliardi di Euro di investimenti complessivi nei Paesi in cui opera, ha ridotto il proprio indebitamento nella misura di 7,6 miliardi di Euro. La riduzione del debito è sempre stata e continuerà a essere una priorità per Telecom Italia, nell’ambito di un percorso di sviluppo sostenibile delle attività industriali".

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