Bonus Irpef, ecco tutte le coperture

Il governo ha trovato risorse per circa 6,9 miliardi, che arriveranno da spending review, rivalutazioni Bankitalia, gettito Iva e stop alle spese militari

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi con il sottosegretario alla paresidenza del Consiglio Graziano Delrio (a sinistra) e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoin (a destra) durante la conferenza stampa al termine del Cdm a Palazzo Chigi - Roma, 18 aprile 2014 – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

Giuseppe Cordasco

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Tutto confermato, o quasi. Il governo, come annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi in conferenza stampa, ha dato il via libera al decreto che prevede l’aumento in busta paga di 80 euro a partire dal prossimo maggio per circa 10 milioni di lavoratori. Si tratta di tutti quei soggetti dipendenti pubblici o privati che guadagnano tra gli 8mila e i 26mila euro. Nessun bonus Irpef per ora, per gli incapienti, ovvero i soggetti che hanno redditi inferiori agli 8mila euro, e per le partite Iva: per loro il premier ha promesso un provvedimento ad hoc nei prossimi mesi.

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Insieme all’annuncio del provvedimento, lo stesso presidente del Consiglio ha anche chiarito che il taglio dell'Irpef sarà strutturale, quindi valido anche per gli anni a venire, e soprattutto ha sgombrato il campo dalle incertezze sulle coperture, che tante polemiche avevano scatenato nei giorni scorsi. Il premier è entrato anzi nel dettaglio, spiegando da dove arriveranno i circa 6,9 miliardi che saranno necessari in questo 2014 per coprire il bonus. Di seguito ecco le principali voci di spending review,così come annunciate dallo stesso Renzi, con la novità importante della scomparsa totale di qualsiasi riferimento a tagli riguardanti la Sanità.

TAGLI ALLA SANITA', RISCHIO SCONGIURATO

-1,8 miliardi dagli istituti di credito,in seguito alle rivalutazioni delle quote di Bankitalia

-1 miliardo dal taglio alle agevolazioni alle imprese

-600 milioni dal maggiore gettito Iva che dovrebbe arrivare anche grazie allo sblocco di ulteriori 8 miliardi per pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese

-100 milioni dall’abolizione dell’obbligo di pubblicazione sui quotidiani di sentenze o bandi pubblici di gara

-300 milioni dalla lotta all’evasione, con l’avvertenza che la cifra riguarda gli incassi del fisco già certificati nel primo trimestre dell’anno e che quindi questa posta potrebbe crescere ulteriormente da qui a dicembre

-900 milioni definiti come esercizi di “sobrietà”. In questa cifra sono comprese varie voci: dal taglio delle auto blu (saranno solo cinque a massimo per ogni ministero, “i sottosegretari andranno a piedi” ha chiosato Renzi), al tetto per i dipendenti pubblici (in particolare per i dirigenti è stata fissata la soglia invalicabile dei 240mila euro lordi all’anno). E ancora: taglio delle tariffe postali agevolate per i candidati alle elezioni, tagli alla Rai per 150 milioni di euro (con facoltà data al Cda di cedere Rai Way e riorganizzare le sedi regionali), tagli per 300 milioni sul fronte della riscossione fiscale (con i Caf che però non verranno toccati), 60 milioni di tagli agli organi costituzionali, 100 milioni derivanti dall’abolizione delle province

-2,1 miliardi che dovranno arrivare da tagli di spesa di enti locali, Regioni e Stato centrale. Per quest’ultimo si prevede in particolare una riduzione delle spese militari di 400 milioni,150 dei quali derivanti da una rimodulazione e da uno spostamento del programma degli F35. Per quel che riguarda poi enti locali e Regioni, avranno 60 giorni per procedere alla revisione delle proprie spese, se non agiranno, interverrà di diritto il governo con tagli lineari.

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