Starbucks: venti curiosità per misurarne il successo

Caratterizzata da una crescita globale particolarmente aggressiva, l'insegna dietro le quinte sa ancora sorprendere 

Due dipendenti Starbucks posano nella prima caffetteria su un treno, operativa dallo scorso novembre sulla tratta Ginevra – St Gallen e parte di un progetto pilota siglato dall’azienda americana con le Ferrovie Svizzere – Credits: Fabrice Coffrini/AFP/Getty Images

Stefania Medetti

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Forse non tutti sanno che Starbucks, originariamente, avrebbe dovuto chiamarsi Pequod, come la nave del romanzo americano Moby Dick. I tre fondatori di quello che è diventato un successo planetario, infatti, erano un insegnante inglese, uno di storia e uno scrittore. Alla fine, non convinti della scelta, hanno optato per Starbuck, il nome del primo ufficiale della nave.

Negli ultimi ventisette anni, Starbucks - che è nata come rivendita di chicchi di caffè - è cresciuta al ritmo di due nuove aperture al giorno. Per il 2014, ha in programma l'apertura di 1500 nuovi locali. Queste sono solo alcune delle sorprendenti curiosità che Business Insider ha raccolto  per raccontare la storia del gigante di Seattle. Sempre a proposito di location, con 560 caffetterie nel raggio di 50 chilometri, Santa Fe Springs in California ha la più alta concentrazione di insegne Starbucks negli Stati Uniti. Alla data di marzo 2013, l’azienda contava 20.891 punti vendita nel mondo e, lo scorso anno, sono stati aperti 1.701 nuovi bar. Starbucks, inoltre, spende più in assistenza sanitaria per i dipendenti che in chicchi di caffè. Fornendo l’assistenza a chi lavora almeno venti ore alla settimana, nel 2010, l’azienda ha staccato un assegno da 300 milioni di dollari . Complessivamente, inoltre, l'azienda conta 151mila dipendenti full time, pari a quasi tre volte la popolazione della Groenlandia.

Nei suoi bar sono possibili oltre 87mila combinazioni di bevande. Starbucks ha creato più di 40 tipi diversi di frappuccino, fra cui Azuki Red Bean Frappuccino e Coffee Jelly Frappuccino, in vendita nei mercati orientali. Ogni anno, Starbucks usa quattro miliardi di tazze usa e getta di carta. Originariamente, le due misure di tazza più grande e più piccola andavano da 12 a 8 once (350 e 240 ml). Oggi, la misura più grande è da 31 once, pari a quasi un 900 ml. Un Grand Coffee firmato Starbucks contiene 330 milligrammi di caffeina, ovvero quattro volte di più della caffeina di una Red Bull. Ogni anno, Starbucks usa 93 milioni di galloni di latte, abbastanza per riempire 155 piscine olimpioniche

Sul fronte tecnologico, Starbucks è stato il primo marchio a raggiungere dieci milioni di Like su Facebook e oggi oltre dieci milioni di persone usano la sua applicazione mobile. Il 20% dei clienti più fedeli visita l’insegna almeno 16 volte al mese. Gli altri, in media, varcano la soglia sei volte al mese. Ogni settimana, l’azienda serve circa 40 milioni di persone. E i suoi tavolini rotondi non sono casuali, ma sono stati scelti per dare meno la sensazione di solitudine a chi non siede in compagnia. Infine, sul fronte delle innovazioni, nella settimana precedente il Natale, Starbucks ha venduto 2,4 milioni di gift card in un giorno e nell’ultimo trimestre dell’anno le card prepagate hanno rappresentato un incasso anticipato di oltre un miliardo di dollari. 

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