Cartelle Equitalia da rottamare: tutte le novità

La scadenza per aderire alla sanatoria potrebbe slittare a fine maggio e verrebbero incluse anche le ingiunzioni fiscali

– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Sono certamente i numeri delle adesioni, sempre più significativi, a spingere il Parlamento verso una probabile nuova proroga della mini sanatoria delle cartelle di Equitalia. Agli inizi di marzo infatti, secondo i dati forniti dalla stessa società di riscossione, erano stati ben 75mila i contribuenti che avevano approfittato dell’opportunità di sanare vecchi debiti fiscali senza pagare interessi di mora e sanzioni. Un’adesione importante anche in termini finanziari,visto che il gettito complessivo generato finora è stato pari circa a 300 milioni di euro.

COME SI ROTTAMANIO LE CARTELLE EQUITALIA

In tutto questo però, bisogna tenere presente che a oggi la scadenza prevista per la sopra citata rottamazione agevolata delle cartelle Equitalia, è quella del 31 marzo. Data che tra l’altro a sua volta era stata fissata in seguito a una proroga della scadenza originaria, prevista per il 28 febbraio, grazie ad un provvedimento adottato nella legge di stabilità. Ora però l’intera questione è in mano alla Commissione Bilancio del Senato che, nell’ambito della discussione di un più ampio disegno di legge di carattere fiscale, potrebbe, numeri alla mano, optare per proprio per una nuova proroga dei termini di scadenza della sanatoria. Due le possibilità in campo: far slittare i termini per l’adesione alla rottamazione al 30 aprile prossimo oppure addirittura al 31 maggio.

EQUITALIA, QUANDO IL CONTRIBUENTE SI SENTE BRACCATO

Quest’ultima tra l’altro pare la data più probabile, proprio tenendo conto dei buoni risultati finanziari, sopra citati, che sta ottenendo l’iniziativa, e considerando le difficoltà che ancora persistono per tanti contribuenti a far fronte alle richieste del fisco in questo periodo di crisi. La discussione parlamentare sulla proroga della mini sanatoria, potrebbe tra l’altro essere l’occasione per introdurre un’altra modifica fondamentale alla procedure di rottamazione dei vecchi debiti fiscali. Ricordiamo infatti che i dettagli della sanatoria sono stati inseriti, di fretta e furia, nel famoso decreto che doveva servire a salvare le disastrate casse della città di Roma. Decreto che ha subito tra l’altro diversi stop e diverse riscritture. Ebbene, in tutto questo trambusto legislativo, alla fine il governo ha dimenticato di inserire tra i possibili debiti fiscali sanabili, le cosiddette ingiunzioni fiscali.

SE LA SALVEZZA DI ROMA E' APPESA A UN DECRETO

Da qualche tempo infatti molte realtà amministrative locali, a cominciare ad esempio dal Comune di Milano, non si servono più di Equitalia per riscuotere determinate imposte o per recuperare multe arretrate. In questi casi, gli enti locali in questione, quando si presentano ritardi nei pagamenti, non inviano cartelle esattoriali, che sono prerogativa appunto di società come Equitalia, ma un altro tipo di sollecito, meno invasivo, ma ugualmente efficace, denominato appunto ingiunzione fiscale. La Commissione Bilancio del Senato, potrebbe dunque sopperire alla dimenticanza dell’esecutivo, inserendo tra i debiti fiscali soggetti alla sanatoria, anche le citate ingiunzioni. In ogni caso una decisione in questo senso dovrà arrivare entro e non oltre il prossimo 31 marzo. Staremo a vedere.

DIRE ADDIO A EQUITALIA: ORA SI PUO'

   

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