Pensioni d'oro, tre cose da sapere

Quante sono, quando ci costano e quanto incassano: secondo i dati Istat, appena 11 mila anziani ricevono oltre 10mila euro lordi al mese, per un totale di 1,8 miliardi all'anno

– Credits: Carlo Carino/Imagoeconomica

Andrea Telara

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Molti pensionati italiani tirano la cinghia e 4 su 10 guadagnano meno di mille euro lordi al mese. Ma c'è un gruppo di 11.600 nostri connazionali con i capelli bianchi che riceve dall'Inps un assegno mensile di oltre 10mila euro lordi. Altri 199mila pensionati guadagnano invece più di 5mila euro al mese, sempre al lordo delle tasse.

PENSIONI D'ORO. VIETATO TAGLIARLE

Sono questi i dati resi noti dall'Istat, nel consueto rapporto sui trattamenti pensionistici e i loro beneficiari, aggiornato al 2012 (ma le rilevazioni sul 2013 e il 2014 non saranno probabilmente molto diverse). Le statistiche rivelano dunque una realtà che molti già conoscono: nel nostro paese, c'è una minoranza di pensionati d'oro che assorbe parecchie risorse del sistema previdenziale. Per pagare gli assegni sopra i 10mila euro mensili, l'Inps sborsa 1,8miliardi all'anno, mentre quelli oltre i 5mila euro lordi costano ben 15 miliardi. Totale: quasi 17 miliardi per assicurare un reddito elevato a 210mila persone.

I dati dell'Istat dicono però anche un'altra cosa: non bisogna farsi troppe illusioni sui risparmi che si possono ottenere tagliando le pensioni d'oro (che nel 2013 sono già stata sottoposte a un contributo di solidarietà dal governo Letta ). Non va dimenticato, infatti, che sulle pensioni d'oro i beneficiari pagano ogni anno l'irpef, cioè l'imposta sui redditi personali, che consente allo stato di incamerare tanti soldi. Su un assegno di 10mila euro lordi al mese, per esempio, un pensionato paga di irpef una somma di quasi 4mila euro ogni 30 giorni, che fa scendere il reddito netto a poco più di 6mila euro al mese. Dunque, se venissero tagliate le rendite sopra un determinato importo, lo stato incasserebbe anche un bel po' di imposte in meno.

E allora, conti alla mano, ecco i potenziali risparmi: chi guadagna oltre 10mila euro lordi di pensione, in Italia riceve in media una rendita annua di quasi 155mila euro annui (sempre al lordo delle tasse). Nel caso in cui il governo volesse mettere un tetto per tutti gli assegni a 5mila euro netti mensili, che corrispondono a circa 107mila euro lordi all'anno, dovrebbe ridurre mediamente le pensioni più alte del 30%. Su 1,8 miliardi che oggi l'Inps spende annualmente per pagare le pensioni sopra i 10mila euro al mese, lo stato ne risparmierebbe dunque quasi un terzo, per un totale di 540 milioni. Nello stesso tempo, però, il fisco incasserebbe oltre 232 milioni di tasse in meno, poiché l'irpef sugli scaglioni di reddito alti è molto elevata, cioè pari al 43%. Alla fine, dunque, il beneficio per lo stato ottenuto intrducendo un tetto alle pensioni fissato a 5mila euro netti sarebbe di circa 300milioni di euro o poco più .

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